Aggiornamento graduatorie GPS: tutto quello che c’è da sapere

Aggiornamento delle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS) per lavorare nella scuola come docente: domanda telematica, fasce, titoli di accesso, requisiti per i diversi ordini di scuola e modalità per ottenere l'incarico annuale.

aggiornamento GPS

Sei un aspirante insegnante o sei già al lavoro nella scuola e senti parlare ovunque di “Graduatorie GPS” ma hai ancora tanti dubbi e poca chiarezza?
Cerchiamo alcune risposte in base alle informazioni oggi a disposizione, dato che non è ancora stata ufficializzata la pubblicazione dell’ordinanza ministeriale di riapertura e di aggiornamento delle graduatorie provinciali per le supplenze.

Scopriamo insieme cosa sono, come funzionano e perché sono così importanti per chi sogna di entrare o rimanere nel mondo della scuola.

Cosa sono le GPS

Le GPS sono l’acronimo di Graduatorie Provinciali per le Supplenze. Immagina queste liste come un grande database dove sono inseriti gli aspiranti insegnanti supplenti. Queste graduatorie, distinte per ordine di scuola e tipologia di posto, sono divise in due fasce principali: la prima fascia, che accoglie coloro che hanno già un titolo di abilitazione all’insegnamento e la seconda, che apre le porte a chi sta ancora percorrendo il cammino per diventarlo, inclusi gli studenti che stanno completando il loro percorso formativo, come vedremo di seguito.

A cosa servono le graduatorie GPS?

Le graduatorie GPS sono la strada per entrare nel mondo della scuola partendo dalle supplenze a copertura dei posti liberi o in sostituzione del personale assente. Queste liste ti danno l’accesso a supplenze annuali o temporanee, coprendo posti vacanti o disponibili a vario titolo nell’arco dell’anno scolastico, al 30 Giugno o al 31 Agosto.

Aggiornamenti e inserimenti nelle GPS

L’inserimento o l’aggiornamento nelle GPS richiede di seguire specifiche procedure informatizzate, dove ogni dichiarazione conta e ogni titolo può fare la differenza nella determinazione del tuo punteggio e della tua posizione in graduatoria. Per chi è già inserito nella precedente tornata, attenzione: anche senza presentare una nuova domanda, il tuo punteggio resta valido, a patto di riconfermare i titoli che soggiacciono a scadenza.

Graduatorie per i diversi ordini di scuola

Scuola dell’Infanzia e Primaria

  • Prima fascia: qui sono inseriti coloro che hanno già il titolo di abilitazione all’insegnamento.
  • Seconda fascia: qui troviamo gli aspiranti insegnanti ancora in viaggio verso il titolo di abilitazione. Si tratta di studenti che stanno completando il loro percorso formativo, iscritti almeno al terzo anno del corso di laurea in Scienze della Formazione Primaria.

Scuola Secondaria

  • Prima fascia: analogamente all’infanzia e primaria, anche qui la prima fascia accoglie coloro che hanno ottenuto il titolo di abilitazione specifico per le classi di concorso della scuola secondaria.
  • Seconda fascia: quest’area è riservata a chi possiede titoli di studio validi per l’insegnamento nelle diverse classi di concorso, inclusi crediti formativi universitari specifici o esami aggiuntivi previsti dalla normativa vigente per la specifica classe di concorso della tabella A e a chi possiede titolo di studio ed eventuali titoli aggiuntivi previsti dalla normativa vigente per la specifica classe di concorso della tabella B.

Posti di sostegno

  • Prima fascia: qui sono inseriti gli insegnanti specialisti del sostegno, coloro che hanno ottenuto il titolo di specializzazione per lavorare a fianco degli studenti con handicap ai fini dell’inclusione.
  • Seconda fascia: la seconda fascia è popolata da coloro che, pur non avendo il titolo di specializzazione, hanno maturato esperienza insegnando sul sostegno per almeno tre annualità. Questi insegnanti hanno acquisito sul campo le competenze necessarie per supportare gli studenti, arricchendo il loro approccio didattico con un’esperienza diretta e significativa di almeno 3 anni.

Personale Educativo

  • Prima fascia: questa zona è dedicata a chi ha superato le procedure ottenendo l’abilitazione specifica per il personale educativo nelle istituzioni scolastiche.
  • Seconda fascia: infine, la seconda fascia del personale educativo è aperta a chi possiede requisiti diversificati, come il precedente inserimento nella medesima fascia per il personale educativo o come l’abilitazione per la scuola primaria, il diploma di laurea in pedagogia, scienze dell’educazione, laurea specialistica in scienze dell’educazione degli adulti e della formazione continua, laurea specialistica in scienze pedagogiche, laurea magistrale in scienze dell’educazione degli adulti e della formazione continua, laurea magistrale in scienze pedagogiche.

Verificare le graduatorie pubblicate

Una volta pubblicate le graduatorie, è fondamentale verificarne la correttezza. Le graduatorie vengono pubblicate online, rendendo trasparente l’intero processo e permettendo a tutti di verificare la propria posizione. Se riscontri errori non superabili attraverso la sola segnalazione all’ufficio scolastico territoriale competente o all’istituzione scolastica che deve validare il tuo punteggio, ricorda: hai sempre la possibilità di fare ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro 120 giorni oppure ricorso giurisdizionale al competente T.A.R. entro 60 giorni, armato di pazienza e documentazione.

Elenchi aggiuntivi alle GPS

Per coloro che acquisiscono nuovi titoli di abilitazione o specializzazione, esiste la possibilità di essere inseriti negli elenchi aggiuntivi alle GPS di prima fascia per l’A.S. 2025/2026, cui si attinge in via prioritaria rispetto alla seconda fascia.

Informatizzazione Nomine Supplenze (150 scuole)

Devi assolutamente appuntarti un altro passaggio: la scelta delle scuole per l’eventuale incarico annuale.
Questo adempimento è, spesso, confuso con la scelta delle scuole per le graduatorie d’istituto: si tratta di due passaggi diversi!
La scelta delle scuole per le graduatorie d’istituto ti permette di essere chiamato per le supplenze dai singoli istituti.
La scelta delle scuole per l’incarico annuale è, invece, un passaggio annuale successivo alla domanda delle GPS, fatto solitamente nel periodo estivo per dare indicazioni all’ufficio scolastico, indicando fino ad un massimo di 150 scuole, in merito alla tipologia di nomina che ti interessa: al 30 Giugno e/o al 31 Agosto, tempo pieno o part time, posti interi o anche spezzoni orari e, soprattutto, quali sedi scolastiche preferisci nella Provincia scelta.

Queste sono le informazioni oggi disponibili.

Attendiamo l’uscita dell’ordinanza per avere chiarezza nel dettaglio:

  • Entro quando completare la domanda?
  • Entro quando conseguire i CFU prescritti per gli aspiranti alla graduatoria della scuola secondaria?
  • Quanti CFU servono per accedere alle GPS? 30, 36 o 60 CFU per insegnare?
  • Quando poter sciogliere la riserva per il conseguimento dei titoli prescritti?
  • Come saranno valutati i titoli culturali e di servizio?
  • È fondata la notizia che sarà possibile visionare il punteggio spettante alla fine della compilazione della domanda?

Per rispondere a queste e ad altre domande e, soprattutto, per supportarti concretamente nella compilazione della domanda on line, pubblicheremo un tutorial non appena sarà ufficiale l’ordinanza ministeriale.

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A cosa servono le graduatorie GPS?

Le graduatorie GPS sono utilizzate per assegnare le supplenze a copertura dei posti vacanti annuali fino al 30 giugno o 31 agosto temporaneamente liberi nell’arco dell’anno scolastico per le supplenze brevi. Le GPS forniscono accesso a supplenze annuali o per periodi più brevi, in base alla disponibilità.

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Come funziona la scelta delle scuole per le supplenze dalle graduatorie GPS?

È importante distinguere tra la scelta delle scuole per le graduatorie d’istituto e quella per l’incarico annuale da graduatoria GPS. La prima determina le chiamate per supplenze brevi dai singoli istituti, mentre la seconda riguarda indicazioni specifiche per le nomine annuali sui posti liberi al 30 giugno o al 31 agosto.

Questa seconda procedura informatizzata va svolta per via telematica prima delle operazioni di incarico annuale da parte degli uffici scolastici territoriali e deve fornire tutte le informazioni utili per sostituire la scelta della sede in presenza: nomina al 30 Giugno e/o al 31 Agosto, posto comune e/o posto sostengo, tempo pieno o part time, posti interi o anche spezzoni orari e, soprattutto, quali sedi scolastiche preferisci nella Provincia scelta.

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Come si fa ad inserirsi o ad aggiornare le graduatorie GPS?

L’inserimento o l’aggiornamento nelle graduatorie GPS avviene tramite procedure informatizzate, dove ogni dichiarazione e titolo influisce sul punteggio e sulla posizione in graduatoria. Chi è già inserito deve aggiornare eventuali titoli culturali e di servizio maturati nei due anni precedenti.

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Come sono strutturate le graduatorie GPS per i diversi ordini di scuola?

Le graduatorie GPS variano a seconda dell’ordine di scuola e del profilo professionale: infanzia, primaria, secondaria di primo e secondo grado, posti di sostegno e personale educativo. Ciascun profilo ha specifici requisiti di accesso per la prima e la seconda fascia, basati sul livello di formazione e abilitazione degli insegnanti.

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Cosa sono le GPS?

Le Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS) sono liste graduate dove vengono inseriti gli aspiranti insegnanti supplenti, divise principalmente in due fasce, distinte per ogni ordine di scuola: la prima per chi possiede l’abilitazione all’insegnamento e la seconda per chi è ancora in formazione o in possesso di titoli validi per l’insegnamento ma non ancora abilitato.

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Preferenze GPS puntuali o sintetiche: quale conviene?

Il primo concetto da fissare: puoi esprimere fino a 150 preferenze, non 150 scuole. Una preferenza sintetica su un comune vale 1, anche se quel comune contiene venti istituti. Questo significa che con le preferenze sintetiche (comune, distretto, provincia,) copri molte più scuole risparmiando “slot”.

La preferenza puntuale ti dà il massimo controllo: indichi esattamente la scuola che vuoi, utile per gli istituti vicino casa o dove hai già lavorato.

La preferenza sintetica ti dà ampiezza: entri nella lista di tutte le scuole di un comune o distretto, anche di sedi che non conosci.

La strategia che funziona, soprattutto con il nuovo meccanismo di ripescaggio, è mescolare le due tipologie:

  1. In testa, le sedi che desideri davvero, come preferenze puntuali e nell’ordine reale di gradimento.
  2. A seguire, comuni e distretti come preferenze sintetiche, per ampliare la copertura geografica.
  3. In coda, eventualmente l’intera provincia, per non restare scoperto nei turni successivi.

L’ordine non è un dettaglio: è vincolante e determina quale sede ti viene proposta per prima.
Una raccomandazione importante: non inserire sedi dove non saresti realmente disposto a lavorare, perché un’eventuale nomina non accettata ti rende rinunciatario per quella sede.

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Supplenze GPS: conviene scegliere 31 agosto e 30 giugno?

Nell’istanza delle 150 preferenze puoi indicare la durata di supplenza che preferisci: fino al 31 agosto (tipologia A, annuale) oppure fino al 30 giugno (tipologia B). La domanda che molti si pongono è se convenga selezionarne una sola o entrambe.

La risposta operativa è chiara: dichiarare la disponibilità a entrambe allarga il bacino di cattedre a cui puoi essere abbinato. Se indichi solo il 31 agosto, escludi automaticamente tutti i posti disponibili fino al 30 giugno e viceversa. Ogni esclusione riduce le tue occasioni di nomina, sia al primo turno sia nelle fasi di ripescaggio.

Un esempio: nella tua provincia, in una certa classe di concorso, ci sono pochi posti annuali ma diversi posti fino al 30 giugno. Se hai indicato solo il 31 agosto, il sistema ti salta su tutti quei posti, anche se saresti stato disponibile a lavorare.

Quando ha senso, invece, limitarsi? Solo se hai un vincolo reale, per esempio un altro impegno certo a partire da luglio. In quel caso scegliere solo il 30 giugno può essere coerente. In tutti gli altri casi, apri a entrambe le durate.

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Conviene dare disponibilità agli spezzoni orari nelle GPS?

Molti docenti escludono gli spezzoni temendo cattedre frammentate e scomode. È una scelta che spesso riduce le possibilità di lavorare. Uno spezzone è una cattedra con un monte ore settimanale inferiore alle 18 ore della cattedra intera. Sono abbastanza diffusi, quindi rinunciarvi a priori ti taglia fuori da una fetta importante di disponibilità.

Quando dichiari la disponibilità agli spezzoni, indichi anche come intendi completare l’orario: solo con la stessa classe di concorso, oppure anche con classi di concorso diverse, nella stessa scuola o in altre scuole. Più ampia è la disponibilità al completamento, più cattedre il sistema può abbinarti.

C’è una novità dell’ordinanza ministeriale n. 27 del 2026 che dovrebbe ridurre il numero degli spezzoni: le aggregazioni territoriali di ore. Gli spezzoni che da soli non formano un posto intero vengono accorpati dagli uffici scolastici territoriali, con gli stessi criteri delle cattedre orario esterne, per costruire posti più consistenti.

Un consiglio di equilibrio: valuta la sostenibilità reale degli spostamenti, perché un completamento su due scuole distanti può diventare pesante nel quotidiano.

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Come funziona il ripescaggio nelle GPS 2026?

Fino al biennio precedente, se al momento della nomina da GPS non c’era disponibilità nelle sedi che avevi scelto, la procedura si chiudeva lì: le cattedre che si liberavano dopo, per la rinuncia di un collega o per altri motivi, passavano direttamente alle fasi successive.
L’ordinanza ministeriale n. 27 del 16 febbraio 2026 cambia questo passaggio (articolo 12, comma 10): tutte le disponibilità che emergono dopo ogni fase di assegnazione diventano oggetto di nuovi turni di attribuzione GPS, riservati a chi è utilmente collocato in graduatoria ma non ha ancora ricevuto un incarico.

Cosa significa per te, in pratica? Immagina di non aver ottenuto nulla al primo turno. Con le vecchie regole eri fuori dalla procedura GPS. Oggi no: se in un turno successivo si libera un posto che figura tra le tue 150 preferenze, puoi essere ripescato e nominato direttamente da GPS.

Attenzione però al punto critico: il ripescaggio funziona solo sulle sedi che hai già indicato nell’istanza. Una scuola non inserita resta esclusa da tutti i turni successivi, non solo dal primo. È questo il motivo per cui conviene ampliare l’elenco delle sedi in modo coerente con la tua reale disponibilità.

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Quali tipologie di supplenza GPS esistono?

Capire le tipologie di contratto ti aiuta a compilare l’istanza con consapevolezza, perché solo due delle tre passano dalla procedura delle 150 preferenze.

La tipologia A è l’incarico più stabile tra le supplenze a tempo determinato: copre cattedre o posti vacanti che resteranno tali per tutto l’anno e termina il 31 agosto dell’anno successivo. Spesso è anche la più ambita, perché garantisce continuità.

La tipologia B riguarda posti disponibili ma non definitivamente vacanti. Termina il 30 giugno, quindi non comprende il periodo estivo.

Sia la A sia la B vengono assegnate con la procedura informatizzata: prima si scorrono le GAE, poi le GPS e, se anche queste sono esaurite, le graduatorie di istituto.

La terza tipologia è diversa: comprende le supplenze brevi e saltuarie (una sostituzione per malattia, una maternità breve) e non passa dalle 150 preferenze. Viene gestita direttamente dalle scuole tramite le graduatorie di istituto, quindi le scelte espresse nell’istanza GPS non la influenzano.

In sintesi: l’istanza delle 150 preferenze incide su A e B, non supplenze brevi e saltuarie.

FAQ

01

Ottenere un contratto a tempo indeterminato, ovvero “passare di ruolo”, è l’obiettivo finale di ogni docente precario. La strada maestra per raggiungere la stabilizzazione è il superamento di un concorso pubblico.

I concorsi vengono banditi periodicamente (con frequenza variabile) dal Ministero dell’Istruzione e sono aperti a chi possiede i requisiti di accesso, inclusa la nuova abilitazione da 60 CFU. Solitamente prevedono una o più prove scritte, una prova orale e la valutazione dei titoli. I vincitori vengono inseriti in una graduatoria di merito da cui si attinge per le assunzioni a tempo indeterminato.

Esistono anche altri canali, sebbene meno universali:

  • Graduatorie ad Esaurimento (GAE): Sono graduatorie ormai chiuse a nuovi inserimenti, ma in alcune province vengono ancora utilizzate per coprire il 50% dei posti disponibili per il ruolo.
  • Assunzioni da GPS Sostegno: Negli ultimi anni sono state introdotte procedure straordinarie per assumere in ruolo i docenti specializzati sul sostegno inseriti nella prima fascia delle Graduatorie Provinciali.

Il percorso verso il ruolo richiede quindi una strategia chiara: accumulare punteggio e esperienza tramite le supplenze e, contemporaneamente, prepararsi per superare le prove concorsuali. Questo doppio binario è la chiave per trasformare il precariato in una carriera stabile, come spiegato nel nostro articolo principale sul percorso per diventare insegnante.

02

La retribuzione di un docente con contratto a tempo determinato (supplente) corrisponde allo stipendio tabellare iniziale previsto dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) del comparto Istruzione e Ricerca.

Gli importi lordi annui del contratto in vigore, a cui si aggiunge la tredicesima, variano in base al profilo di appartenenza:

  • Scuola dell’infanzia e primaria: circa 21.099 €
  • Scuola secondaria di I e II grado: circa 22.837 €
  • Docente ITP (diplomato): circa 21.099 €

È fondamentale sottolineare che si tratta di cifre lorde. L’importo netto mensile percepito in busta paga dipende da molteplici fattori, come l’aliquota IRPEF, le addizionali regionali e comunali e le detrazioni per eventuali carichi di famiglia. La differenza economica più significativa rispetto a un docente di ruolo risiede nella mancata progressione di carriera. Il supplente, anche dopo molti anni di servizio, percepisce sempre lo stipendio iniziale, non avendo diritto agli “scatti di anzianità” che invece aumentano periodicamente la retribuzione del personale a tempo indeterminato.

03

Verificare di possedere i titoli di studio corretti è il primo e più importante passo per intraprendere la carriera di insegnante. I requisiti variano in base all’ordine e al grado di scuola in cui si desidera lavorare.

  • Scuola dell’infanzia e primaria:
    Il titolo d’accesso principale è la Laurea Magistrale a ciclo unico in Scienze della Formazione Primaria, che è già abilitante. In alternativa, è valido anche il Diploma Magistrale conseguito entro l’anno scolastico 2001/2002.
  • Scuola secondaria di primo e secondo grado:
    È necessaria una Laurea Magistrale, Specialistica o di Vecchio Ordinamento che dia accesso a una specifica classe di concorso. È fondamentale verificare, tramite le tabelle ministeriali, che il proprio piano di studi includa tutti i CFU richiesti in determinati settori scientifico-disciplinari. A questo si aggiunge ora il percorso di abilitazione da [60 CFU].
  • Insegnante Tecnico-Pratico (ITP):
    Per gli insegnamenti tecnico-pratici, fino al 31 dicembre 2024 è sufficiente un Diploma di scuola secondaria specifico. Successivamente, sarà richiesta una laurea triennale.

È cruciale controllare sempre le fonti ufficiali del Ministero dell’Istruzione, poiché un titolo non idoneo può comportare l’esclusione dalle graduatorie e l’annullamento del servizio prestato ai fini del punteggio.

04

Le Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS) sono lo strumento principale con cui vengono assegnate le supplenze di lunga durata nella scuola italiana. Si aggiornano ogni due anni e sono suddivise in due fasce: la prima per i docenti abilitati o specializzati, la seconda per chi possiede solo il titolo di studio.

Il posizionamento in graduatoria dipende da un punteggio, che è la somma di diversi elementi:

  • Titolo di accesso: Il voto di laurea o diploma viene convertito in punti secondo una tabella ministeriale. Un voto più alto garantisce un punteggio di partenza maggiore.
  • Servizio svolto: È la componente più importante. Ogni giorno di servizio accumulato come docente matura un punteggio. Ad esempio, un anno scolastico completo su una specifica classe di concorso vale 12 punti.
  • Titoli aggiuntivi: Master universitari, certificazioni informatiche (es. EIPASS) e linguistiche (es. B2, C1), corsi di perfezionamento, dottorati di ricerca e altre abilitazioni conferiscono punteggi extra che possono fare la differenza.

Le convocazioni per le supplenze avvengono in ordine di graduatoria: chi ha punteggio più alto riceve per primo le proposte di supplenza. Le GPS vengono utilizzate per supplenze di lunga durata, mentre per quelle brevi e temporanee si attinge dalle graduatorie d’istituto delle singole scuole.

Un aspetto cruciale è che l’inserimento nelle GPS richiede la presentazione di una domanda telematica attraverso Istanze Online del Ministero, rispettando scadenze precise. La scelta della provincia è strategica, poiché determina le opportunità lavorative disponibili.

Per poter ottenere una supplenza da GPS non basta compilare la domanda di inserimento, ci si deve ricordare anche un’altra scadenza fondamentale: esprimere fino ad un massimo di 150 preferenze che verranno considerate quando si procede ad assegnare la nomina prima dell’inizio delle lezioni.

Per [approfondire tutti gli aspetti del percorso per diventare insegnante], dalle graduatorie alle procedure di immissione in ruolo, è fondamentale comprendere l’intero sistema scolastico italiano e le sue dinamiche di funzionamento.

05

La Messa a Disposizione (MAD) è uno strumento molto utile per chi desidera entrare nel mondo della scuola, soprattutto all’inizio del proprio percorso. Dal 2024 il sistema delle MAD è stato sostituto dell’interpello. Si tratta di una vera e propria candidatura che un aspirante supplente può presentare compilando il form di ricerca di un supplente, pubblicato sul sito di una scuola e sul sito dell’ufficio scolastico territoriale, che raccoglie tutti gli interpelli della provincia..

Le scuole ricorrono agli interpelli quando non riescono a trovare docenti disponibili attraverso lo scorrimento delle graduatorie ufficiali (GAE e GPS). Questo accade spesso per materie specifiche o in province con carenza di personale.

Chi può partecipare all’interpello?
Possono partecipare all’interpello sia i laureati che possiedono il pieno titolo per una classe di concorso, sia i laureandi o diplomati che non hanno ancora tutti i requisiti. Tuttavia, le scuole daranno sempre priorità a chi possiede il titolo di studio completo. È importante notare che chi è già inserito nelle GPS può partecipare all’interpello solo se non ha ottenuto una nomina.

Come si invia la disponibilità?
Si deve completare il form allegato alla pubblicazione dell’interpello per la ricerca di un supplente, indicando tutte le informazioni richieste nella ricerca da parte della scuola. Completato il form, si deve procedere con l’invio.

06

Se aspiri a insegnare nella scuola secondaria di primo o secondo grado, il concetto di classe di concorso (CDC) è fondamentale. Ogni CDC, identificata da un codice come “A022” (Italiano, Storia, Geografia nella scuola secondaria di I grado) o “A048” (Scienze motorie e sportive), definisce quali discipline puoi insegnare e con quale titolo di studio.

Per scoprire a quali classi di concorso dà accesso la tua laurea, devi seguire questi passaggi:

  1. Consulta le Tabelle Ministeriali: Il Ministero dell’Istruzione mette a disposizione delle tabelle ufficiali (spesso allegate ai decreti sui requisiti, come il DPR 19/2016 e il DM 259/2017) che elencano per ogni CDC i titoli di studio idonei.
  2. Verifica i CFU/Esami Richiesti: Attenzione, possedere la laurea indicata non è sempre sufficiente. Per molte classi di concorso, la normativa richiede anche di aver sostenuto specifici esami o di aver maturato un certo numero di Crediti Formativi Universitari (CFU) in determinati settori scientifico-disciplinari (SSD).
  3. Utilizza i Motori di Ricerca Online: Esistono diversi portali online, anche istituzionali, dove inserendo il proprio titolo di studio è possibile visualizzare l’elenco delle classi di concorso a cui si può accedere ed eventuali debiti formativi da colmare.

È fondamentale verificare attentamente la propria situazione curriculare, poiché CFU mancanti possono essere acquisiti attraverso corsi singoli universitari, master o percorsi post-lauream specifici. Alcune lauree consentono accesso a multiple classi di concorso, ampliando le opportunità lavorative.

Una volta identificate le tue classi di concorso, potrai procedere con l’inserimento nelle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS) e iniziare il tuo percorso nel mondo della scuola.

07

Diventare insegnante di sostegno significa scegliere un ruolo di fondamentale importanza per l’inclusione scolastica. Il percorso per accedere a questa professione è specifico e richiede, oltre ai titoli di studio validi per l’insegnamento su posto comune, il conseguimento di una specializzazione polivalente.

Lo strumento per ottenerla è il TFA Sostegno (Tirocinio Formativo Attivo), un corso di specializzazione universitario a numero chiuso. Per accedere al TFA è necessario superare una dura selezione composta da un test preselettivo, una prova scritta e una prova orale.

La preparazione richiede studio approfondito di: pedagogia speciale, psicologia dello sviluppo e dell’apprendimento, didattica inclusiva, normativa su integrazione scolastica (Legge 104/1992, Decreto Legislativo 66/2017,…), metodologie didattiche innovative. È consigliabile simulare le prove d’esame.

Il corso ha una durata di circa 8 mesi e prevede lezioni, laboratori e un tirocinio pratico presso le istituzioni scolastiche. 

Il corso TFA prevede 250 ore di tirocinio diretto e indiretto presso scuole accoglienti, laboratori didattici, insegnamenti teorici e una tesi finale. I posti disponibili sono limitati e definiti annualmente dal Ministero in base ai fabbisogni regionali.

Una volta superato l’esame finale, si ottiene il titolo di specializzazione per il sostegno, che consente l’iscrizione nella prima fascia delle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS) su posto di sostegno. Questo titolo offre importanti opportunità lavorative e, negli ultimi anni, è diventato anche un canale privilegiato per l’immissione in ruolo. 

Recentemente, il Ministero dell’Istruzione e Merito, per sanare l’annosa questione dei titoli di specializzazione sul sostegno conseguiti all’Estero, ha previsto l’attivazione di una nuova versione di TFA, in formato ridotto, gestita dall’Indire. 

Per una visione d’insieme del sistema, consulta il nostro articolo su Come Diventare Insegnante.

08

La riforma del reclutamento docenti ha introdotto un nuovo percorso abilitante basato sull’acquisizione di 60 Crediti Formativi Universitari (CFU/CFA). Questo sistema sostituisce il precedente requisito dei 24 CFU e intenderebbe fornire una preparazione più completa e professionalizzante agli aspiranti insegnanti della scuola secondaria di primo e secondo grado.

Il percorso dei 60 CFU è strutturato per integrare competenze teoriche e pratiche e include:

  • Discipline di base in ambito psico-pedagogico, metodologico e didattico.
  • Un periodo di tirocinio diretto nelle scuole di almeno 20 CFU, per sperimentare concretamente la professione.
  • Laboratori di didattica disciplinare specifici per la propria classe di concorso.

Una volta completato il percorso formativo, l’aspirante docente deve superare una prova finale abilitante. L’ottenimento di questa abilitazione è il requisito indispensabile per poter partecipare ai concorsi pubblici e aspirare al ruolo.

Questa riforma mira a creare un canale di accesso all’insegnamento più strutturato, garantendo che i futuri docenti arrivino in cattedra con un solido bagaglio di competenze non solo disciplinari, ma anche pedagogiche e pratiche. 

I percorsi sono erogati dalle università statali e da quelle telematiche riconosciute, previo accreditamento ministeriale. 

È importante considerare che esistono percorsi differenziati: 60 CFU per chi non ha mai insegnato, 30 CFU per chi ha già tre anni di servizio e percorsi specifici per determinate categorie. La scelta dell’università deve considerare accreditamenti, modalità didattiche, costi e riconoscibilità del titolo finale.

L’attuazione del percorso sta, per ora, sollevando diverse perplessità in merito ad efficacia e reale preparazione. Per tutti i dettagli su come intraprendere questo percorso, puoi consultare la nostra guida su Come Diventare Insegnante: da Docente Supplente a Docente di Ruolo.

09

È una distinzione che conviene avere chiara prima di accettare un incarico, perché le due situazioni producono effetti diversi, entrambi inaspriti dall’ordinanza ministeriale n. 27 del 16 febbraio 2026.

La rinuncia riguarda il momento prima della presa di servizio: ti viene proposta una supplenza e non la accetti, oppure non assumi servizio entro il termine fissato. Se l’incarico era annuale o fino al 30 giugno e proveniva da GPS o GAE, perdi l’accesso a questo tipo di supplenze per l’intero biennio, in tutte le classi di concorso e in ogni grado.

L’abbandono riguarda invece il dopo: hai firmato, hai iniziato a lavorare e poi interrompi il contratto senza averne diritto. Qui la sanzione è ancora più estesa, perché ti preclude qualsiasi supplenza, anche le brevi e saltuarie, sempre per l’intero biennio.

Un terzo caso da non confondere: la mancata assegnazione. Se il sistema non ti abbina a nessuna delle sedi indicate, non sei né rinunciatario né abbandonatario, e resti in corsa per i turni successivi grazie al ripescaggio.

Prima di firmare, valuta sempre la sostenibilità reale della sede.

10

Questa è una delle novità più pesanti del biennio 2026/2028. In passato la sanzione per la rinuncia incideva di fatto sull’anno scolastico in corso; oggi l’ordinanza ministeriale n. 27 del 16 febbraio 2026 estende la conseguenza all’intero biennio di vigenza delle graduatorie.

In concreto: se rinunci a una supplenza annuale (fino al 31 agosto) o fino al 30 giugno conferita da GPS o GAE, perdi l’accesso a questo tipo di incarichi non solo quest’anno, ma per tutto il biennio. La perdita riguarda tutte le classi di concorso e ogni grado di istruzione, e si estende alle graduatorie di istituto quando queste vengono utilizzate per carenza di candidati GPS.

Un esempio: rifiuti a settembre un annuale che non ti soddisfa, sperando in qualcosa di meglio l’anno dopo. Con le nuove regole quel rifiuto ti chiude la porta alle supplenze lunghe anche per l’anno scolastico successivo.

Attenzione a non confondere la rinuncia con la mancata assegnazione: se il sistema non ti assegna nessuna delle sedi che hai indicato, non sei un rinunciatario e resti in gioco per i turni successivi.

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L’abbandono è la condotta sanzionata più duramente, e l’ordinanza n. 27 del 16 febbraio 2026 ne ha inasprito gli effetti. La differenza con la rinuncia è netta: nella rinuncia rifiuti un incarico prima di iniziare; nell’abbandono hai già preso servizio e poi lasci il contratto senza averne titolo.

Le conseguenze sono le più ampie possibili. Mentre la sanzione per rinuncia colpisce le supplenze annuali e fino al 30 giugno, quella per abbandono ti preclude qualsiasi supplenza, incluse le brevi e saltuarie di tipologia C che normalmente arrivano dalle graduatorie di istituto. E lo fa per tutte le classi di concorso, in ogni grado di scuola, per l’intero biennio di vigenza delle graduatorie.

In pratica, un abbandono a metà anno può lasciarti senza alcuna possibilità di lavoro a scuola fino al rinnovo delle graduatorie. È un rischio da valutare con grande attenzione prima di firmare un contratto su una sede che sai di non poter sostenere.

Esiste un’unica eccezione che non costituisce abbandono: lasciare una supplenza breve per accettarne una annuale o fino al 30 giugno.

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Molti docenti pensano che firmare l’accettazione e poi non presentarsi sia meno grave di un rifiuto esplicito. Non è così. L’ordinanza ministeriale n. 27 del 16 febbraio 2026 è chiara: se accetti l’incarico ma non assumi servizio entro il termine indicato dall’amministrazione, gli effetti sono identici a quelli della rinuncia.

Questo significa che, per una supplenza annuale o fino al 30 giugno conferita da GPS o GAE, perdi la possibilità di ottenere questo tipo di supplenze per l’intero biennio di vigenza delle graduatorie, in tutte le classi di concorso e in ogni grado di scuola.

Un esempio: accetti un incarico in una sede lontana pensando di “guadagnare tempo” per cercare alternative, poi non ti presenti il primo giorno. Quella non-presentazione non è una zona grigia: vale come rinuncia, con la relativa sanzione biennale.

La regola pratica è non accettare incarichi che non sei sicuro di poter avviare. E se sei già su una supplenza breve, ricorda che puoi lasciarla legittimamente per una annuale o fino al 30 giugno, senza incorrere in sanzioni.

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È possibile per gli insegnanti lasciare una supplenza breve per accettarne una annuale senza subire sanzioni per l’abbandono del servizio, purché questa transizione riguardi il passaggio da una supplenza breve e saltuaria ad un incarico annuale (31 Agosto) o fino al termine delle lezioni (30 Giugno).

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È uno degli aspetti che i docenti sottovalutano più spesso, con conseguenze costose. Non rispondere a una proposta di contratto entro il termine non è un semplice “lasciar correre”: produce gli stessi effetti del rifiuto formale, cioè la rinuncia.

I termini di risposta sono precisi: 24 ore per le supplenze di durata pari o superiore a 30 giorni, 12 ore per quelle di durata inferiore. Si tratta di tempi stretti, che possono cadere anche di sabato o di sera. Per questo, durante il periodo delle assegnazioni, controllare con regolarità il sistema delle istanze online e la casella di posta non è una precauzione facoltativa, ma una necessità operativa.

Con l’ordinanza n. 27 del 16 febbraio 2026, se la proposta riguarda una supplenza annuale o fino al 30 giugno, la rinuncia (anche per mancata risposta) comporta l’esclusione da questo tipo di incarichi per l’intero biennio.

Una precisazione utile sul fronte opposto: con il nuovo meccanismo di ripescaggio, non ricevere alcuna proposta sulle sedi indicate non equivale a rinuncia. In quel caso resti in corsa per i turni successivi.

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È importante distinguere tra la scelta delle scuole per le graduatorie d’istituto e quella per l’incarico annuale da graduatoria GPS. La prima determina le chiamate per supplenze brevi dai singoli istituti, mentre la seconda riguarda indicazioni specifiche per le nomine annuali sui posti liberi al 30 giugno o al 31 agosto.

Questa seconda procedura informatizzata va svolta per via telematica prima delle operazioni di incarico annuale da parte degli uffici scolastici territoriali e deve fornire tutte le informazioni utili per sostituire la scelta della sede in presenza: nomina al 30 Giugno e/o al 31 Agosto, posto comune e/o posto sostengo, tempo pieno o part time, posti interi o anche spezzoni orari e, soprattutto, quali sedi scolastiche preferisci nella Provincia scelta.

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Le graduatorie GPS variano a seconda dell’ordine di scuola e del profilo professionale: infanzia, primaria, secondaria di primo e secondo grado, posti di sostegno e personale educativo. Ciascun profilo ha specifici requisiti di accesso per la prima e la seconda fascia, basati sul livello di formazione e abilitazione degli insegnanti.

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L’inserimento o l’aggiornamento nelle graduatorie GPS avviene tramite procedure informatizzate, dove ogni dichiarazione e titolo influisce sul punteggio e sulla posizione in graduatoria. Chi è già inserito deve aggiornare eventuali titoli culturali e di servizio maturati nei due anni precedenti.

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Le graduatorie GPS sono utilizzate per assegnare le supplenze a copertura dei posti vacanti annuali fino al 30 giugno o 31 agosto temporaneamente liberi nell’arco dell’anno scolastico per le supplenze brevi. Le GPS forniscono accesso a supplenze annuali o per periodi più brevi, in base alla disponibilità.

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Le Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS) sono liste graduate dove vengono inseriti gli aspiranti insegnanti supplenti, divise principalmente in due fasce, distinte per ogni ordine di scuola: la prima per chi possiede l’abilitazione all’insegnamento e la seconda per chi è ancora in formazione o in possesso di titoli validi per l’insegnamento ma non ancora abilitato.

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La Legge 107 del 2015 ha introdotto l’organico dell’autonomia, un piano straordinario di assunzioni e i Percorsi FIT per l’accesso ai ruoli dei docenti.

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Decreto Legislativo n. 59 del 2017: Riforma del reclutamento e formazione dei docenti nella scuola secondaria

Il Decreto Legislativo n. 59 del 2017 riforma il sistema di reclutamento e formazione dei docenti per la scuola secondaria di primo e secondo grado. Introduce un percorso triennale di formazione iniziale e tirocinio (FIT), necessario per accedere all’insegnamento e stabilisce criteri più stringenti per la selezione e la valutazione dei candidati. Il decreto prevede, inoltre, modalità di aggiornamento professionale per i docenti già in servizio, al fine di garantire una formazione continua e un miglioramento costante delle competenze didattiche.

Il decreto ha subito diverse revisioni ed integrazioni dal 2017 ad oggi.

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DPCM del 4 agosto 2023

Il DPCM del 4 agosto 2023 regolamenta la formazione iniziale ed il reclutamento.

Esso stabilisce il percorso universitario e accademico per ottenere l’abilitazione all’insegnamento nelle scuole secondarie di primo e secondo grado. Il decreto definisce i contenuti e la strutturazione dell’offerta formativa, i requisiti per i centri formativi, le modalità organizzative e i criteri per la valutazione finale.

Questo si inserisce nel contesto del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, mirando a rivedere il sistema di reclutamento e di formazione dei docenti, con l’intento di risolvere il problema del precariato in Italia.

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