Quali pedagogisti studiare per il concorso docenti?
Per il concorso docenti devi conoscere: Maria Montessori (autonomia e ambiente preparato), John Dewey (learning by doing), Jean Piaget (stadi cognitivi), Lev Vygotskij (zona di sviluppo prossimale), Jerome Bruner (curricolo a spirale), Howard Gardner (intelligenze multiple), Don Milani (scuola inclusiva).
Quali pedagogisti studiare per il concorso docenti?
La prova scritta del concorso docenti include domande sull’area pedagogica e psicopedagogica. Ecco i pedagogisti che devi assolutamente conoscere, con le loro idee chiave. Non si tratta, tuttavia, di un elenco esaustivo della storia della pedagogia.
I classici imprescindibili
- Maria Montessori: “Aiutami a fare da solo”. Ambiente preparato, materiali strutturati, autonomia del bambino, periodi sensitivi.
- John Dewey: “Learning by doing”. La scuola deve essere vita. Apprendimento attraverso l’esperienza.
- Jean Piaget: Stadi dello sviluppo cognitivo. Il bambino costruisce attivamente la conoscenza, non è un adulto in miniatura.
- Lev Vygotskij: Zona di sviluppo prossimale, scaffolding, mediazione culturale. L’apprendimento è processo sociale.
Gli autori contemporanei
- Jerome Bruner: Curricolo a spirale, apprendimento per scoperta, strutture della disciplina, scaffolding.
- Howard Gardner: Intelligenze multiple (linguistica, logico-matematica, spaziale, musicale, corporea, interpersonale, intrapersonale, naturalistica).
- Don Lorenzo Milani: “I care” (mi importa). Scuola di Barbiana, educazione democratica e inclusiva, “Lettera a una professoressa”.
- Paulo Freire: Pedagogia degli oppressi, educazione liberatrice, dialogo educativo.
- Benjamin Bloom: Tassonomia degli obiettivi educativi (conoscere, comprendere, applicare, analizzare, valutare, creare).
- Carol Dweck: Mindset di crescita vs mindset fisso. Il potere del “non ancora”.
Non basta conoscerli a memoria: devi saperli applicare. Quando progetti un’attività inclusiva, stai applicando Vygotskij e Don Milani. Quando valuti competenze diverse, applichi Gardner.
Approfondisci le competenze pedagogiche per il concorso.
faq
FAQ
01
Valutare le competenze è più complesso che valutare le conoscenze, ma è possibile con gli strumenti giusti.
La differenza fondamentale
Una verifica tradizionale chiede: “Qual è la formula dell’area del rettangolo?” (conoscenza). Una valutazione di competenza chiede: “Progetta il giardino ideale per la scuola, calcolando aree e costi e presenta la tua proposta al dirigente” (competenza).
Strumenti per valutare le competenze
- Compiti autentici: Situazioni il più possibile vicine alla realtà. Non “risolvi 10 equazioni”, ma “calcola il prestito migliore per comprare un’auto, confrontando offerte reali di banche diverse”.
- Prove di realtà: Problemi complessi, aperti, che richiedono di mobilitare conoscenze diverse. “Organizza una gita scolastica: pianifica itinerario, calcola budget, scrivi autorizzazioni, prevedi piano B in caso di maltempo”.
- Rubriche valutative: Criteri espliciti e condivisi con gli studenti prima della prova. Esempio: Completezza (10 punti), Correttezza dei calcoli (20 punti), Creatività della soluzione (10 punti), Chiarezza comunicativa (10 punti).
- Osservazione sistematica: Mentre gli studenti lavorano, osservi come affrontano il problema, come collaborano, come si organizzano. Usa griglie di osservazione strutturate.
- Portfolio: Raccogli documentazione del percorso (bozze, correzioni, riflessioni), non solo il prodotto finale.
- Autovalutazione: Chiedi agli studenti di riflettere: “Cosa hai imparato?”, “Cosa rifaresti diversamente?”. La metacognizione è parte della competenza.
Approfondisci i tipi di valutazione per il concorso docenti.




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