Concorso Docenti: cosa approfondire per il primo ciclo di istruzione

Esploriamo strategie e conoscenze fondamentali per prepararsi efficacemente al concorso. Approfondiremo documenti essenziali, come le Indicazioni nazionali per il curricolo e l'importanza dell'impianto epistemologico delle discipline, per offrire strumenti pratici da applicare nel contesto reale dell'insegnamento.

primo ciclo di istruzione

Ti sei mai chiesto come aumentare le tue possibilità di superare il concorso per diventare docente nella scuola?

Per prepararsi al concorso docenti, è cruciale comprendere l’intero ordinamento scolastico, dai nidi d’infanzia alla formazione professionale, incluse le scuole paritarie. Ogni ordine di scuola presenta competenze e obiettivi specifici che i candidati devono padroneggiare per distinguersi nelle prove concorsuali.

Documenti Chiave da Conoscere

  1. Linee pedagogiche per il sistema integrato 0-6 anni
    Un riferimento fondamentale per la progettazione di attività educative nella scuola dell’infanzia.
  2. Indicazioni nazionali per il curricolo
    Strumento guida per organizzare il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione.
  3. Autonomia scolastica
    Conoscere le modalità organizzative delle istituzioni scolastiche, indispensabile per tutte le prove.

L’Impianto Epistemologico delle Discipline

La Chiave per una Didattica Efficace

Ogni disciplina rappresenta un modello del mondo. Comprendere e padroneggiare i suoi oggetti di studio, metodi e concetti chiave è essenziale per progettare un’attività didattica di qualità.

  • Valore formativo della disciplina: Promuovere competenze trasversali legate alle otto competenze chiave per l’apprendimento permanente.
  • Nuclei fondanti: Riconoscere i concetti chiave e gli strumenti specifici di ogni disciplina.

Nota Aggiuntiva: Secondo recenti studi, un approccio metodologico interdisciplinare aumenta del 25% l’efficacia nell’apprendimento degli studenti.

Campi di Esperienza nella Scuola dell’Infanzia

I campi di esperienza, definiti nelle Indicazioni nazionali del 2012, rappresentano ambiti simbolici che guidano i bambini nello sviluppo delle loro competenze. Ecco i principali:

  1. Il corpo e il movimento: Promuove la presa di coscienza della corporeità e della motricità, condizione funzionale, relazionale, cognitiva, comunicativa e pratica.
  2. Il sé e l’altro: Insegna le norme di comportamento e di relazione, stimola a comprendere la necessità di darsi norme di comportamento e di relazione indispensabili per la convivenza.
  3. I discorsi e le parole: Stimola il linguaggio e il confronto, riguarda le capacità comunicative riferite al linguaggio, strumento essenziale per comunicare e conoscere.
  4. Immagini, suoni, colori: Coinvolge la creatività espressiva e artistica, considera tutte le attività inerenti la comunicazione ed espressione manipolativa, visiva, sonoro-musicale, drammatico-teatrale, audio visuale e massmediale.
  5. La conoscenza del mondo: Esplora fenomeni naturali e concetti matematici, relativo all’esplorazione, alla scoperta ed alla prima sistematizzazione delle conoscenze del mondo.

Discipline nella Scuola Primaria e Secondaria

Traguardi di Sviluppo e Obiettivi

Ogni disciplina include traguardi di competenza e obiettivi di apprendimento definiti nelle Indicazioni nazionali:

  • Italiano: Comprendere e produrre testi, arricchire il lessico, riflettere sulla grammatica.
  • Matematica: Affrontare problemi legati a numeri, spazio e dati.
  • Scienze: Osservare, sperimentare e comprendere i fenomeni naturali.
  • Geografia: Sviluppare il linguaggio geografico e analizzare sistemi territoriali.
  • Storia: identità, memoria, cultura storica, educazione al patrimonio culturale ed alla cittadinanza attiva.
  • Arte e immagine: comunicare, osservare e leggere le immagini, comprendere ed apprezzare le opere d’arte.
  • Educazione fisica: il corpo e la sua relazione con spazio e tempo, salute e prevenzione.
  • Tecnologia: vedere, osservare, prevedere, immaginare, intervenire e trasformare.
  • Musica.
  • Lingua inglese e seconda lingua comunitaria.

Consigli Pratici per Superare le Prove

  1. Studia in modo strutturato: Suddividi il programma in moduli e assegna obiettivi settimanali.
  2. Esercitati con prove simulate: Familiarizzare con la struttura delle domande è fondamentale.
  3. Applica le conoscenze: Simula lezioni per consolidare i concetti teorici.
  4. Collabora con altri candidati: Confrontarsi aiuta a colmare eventuali lacune.

Nota Aggiuntiva: Secondo l’ISTAT, il 70% dei docenti che si esercitano con gruppi di studio superano il concorso al primo tentativo.

Prepararsi al concorso docenti è un percorso che richiede dedizione e metodo. Padroneggiare i documenti chiave, sviluppare competenze didattiche e comprendere l’epistemologia delle discipline sono i passi essenziali per trasformare la passione per l’insegnamento in una carriera di successo.

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Indicazioni Nazionali 2025: evoluzione e non rivoluzione

Le Indicazioni Nazionali 2025 aggiornano i curricoli per la scuola dell’infanzia e il primo ciclo, creando confronto e scontro attorno al tema delle conoscenze e competenze.

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faq correlate

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Quali pedagogisti studiare per il concorso docenti?

La prova scritta del concorso docenti include domande sull’area pedagogica e psicopedagogica. Ecco i pedagogisti che devi assolutamente conoscere, con le loro idee chiave. Non si tratta, tuttavia, di un elenco esaustivo della storia della pedagogia.

I classici imprescindibili

  • Maria Montessori: “Aiutami a fare da solo”. Ambiente preparato, materiali strutturati, autonomia del bambino, periodi sensitivi.
  • John Dewey: “Learning by doing”. La scuola deve essere vita. Apprendimento attraverso l’esperienza.
  • Jean Piaget: Stadi dello sviluppo cognitivo. Il bambino costruisce attivamente la conoscenza, non è un adulto in miniatura.
  • Lev Vygotskij: Zona di sviluppo prossimale, scaffolding, mediazione culturale. L’apprendimento è processo sociale.

Gli autori contemporanei

  • Jerome Bruner: Curricolo a spirale, apprendimento per scoperta, strutture della disciplina, scaffolding.
  • Howard Gardner: Intelligenze multiple (linguistica, logico-matematica, spaziale, musicale, corporea, interpersonale, intrapersonale, naturalistica).
  • Don Lorenzo Milani: “I care” (mi importa). Scuola di Barbiana, educazione democratica e inclusiva, “Lettera a una professoressa”.
  • Paulo Freire: Pedagogia degli oppressi, educazione liberatrice, dialogo educativo.
  • Benjamin Bloom: Tassonomia degli obiettivi educativi (conoscere, comprendere, applicare, analizzare, valutare, creare).
  • Carol Dweck: Mindset di crescita vs mindset fisso. Il potere del “non ancora”.

Non basta conoscerli a memoria: devi saperli applicare. Quando progetti un’attività inclusiva, stai applicando Vygotskij e Don Milani. Quando valuti competenze diverse, applichi Gardner.

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Come prepararsi al concorso scuola (cosa studiare)?

La preparazione al concorso scuola richiede un approccio metodico e completo che copra tutte le aree di valutazione previste dal bando. Le prove concorsuali valutano competenze disciplinari specifiche, metodologie didattiche, conoscenze psico-pedagogiche e normative del settore scolastico.

Gli argomenti di studio fondamentali includono: conoscenze disciplinari approfondite per la propria classe di concorso, metodologie e tecnologie didattiche innovative, legislazione e normativa scolastica (autonomia scolastica, organi collegiali, valutazione, inclusione), elementi di psicologia dello sviluppo e dell’apprendimento, competenze digitali e linguistiche (almeno livello B2 inglese).

La strategia di preparazione più efficace prevede: analisi dettagliata del bando per comprendere esattamente cosa viene richiesto, pianificazione temporale dello studio distribuendo le materie nei mesi disponibili, utilizzo di manuali specializzati per concorsi integrati con normativa aggiornata, svolgimento sistematico di simulazioni delle prove scritte con cronometro.

È particolarmente importante esercitarsi nella stesura di unità didattiche, poiché spesso richieste nelle prove pratiche. Le competenze digitali vanno sviluppate con pratica diretta su piattaforme e strumenti didattici digitali. La preparazione della prova orale richiede simulazioni di lezioni frontali e capacità di esposizione chiara e coinvolgente.

Molti candidati trovano utile partecipare a corsi di preparazione strutturati o gruppi di studio collaborativi per confrontarsi e mantenere alta la motivazione durante i lunghi mesi di preparazione.

Per comprendere l’intero percorso verso la stabilizzazione, dal concorso all’immissione in ruolo, è essenziale avere una visione strategica completa del proprio sviluppo professionale nell’insegnamento.

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Cosa sono i 60 CFU e come cambia il percorso per diventare insegnante?

La riforma del reclutamento docenti ha introdotto un nuovo percorso abilitante basato sull’acquisizione di 60 Crediti Formativi Universitari (CFU/CFA). Questo sistema sostituisce il precedente requisito dei 24 CFU e intenderebbe fornire una preparazione più completa e professionalizzante agli aspiranti insegnanti della scuola secondaria di primo e secondo grado.

Il percorso dei 60 CFU è strutturato per integrare competenze teoriche e pratiche e include:

  • Discipline di base in ambito psico-pedagogico, metodologico e didattico.
  • Un periodo di tirocinio diretto nelle scuole di almeno 20 CFU, per sperimentare concretamente la professione.
  • Laboratori di didattica disciplinare specifici per la propria classe di concorso.

Una volta completato il percorso formativo, l’aspirante docente deve superare una prova finale abilitante. L’ottenimento di questa abilitazione è il requisito indispensabile per poter partecipare ai concorsi pubblici e aspirare al ruolo.

Questa riforma mira a creare un canale di accesso all’insegnamento più strutturato, garantendo che i futuri docenti arrivino in cattedra con un solido bagaglio di competenze non solo disciplinari, ma anche pedagogiche e pratiche. 

I percorsi sono erogati dalle università statali e da quelle telematiche riconosciute, previo accreditamento ministeriale. 

È importante considerare che esistono percorsi differenziati: 60 CFU per chi non ha mai insegnato, 30 CFU per chi ha già tre anni di servizio e percorsi specifici per determinate categorie. La scelta dell’università deve considerare accreditamenti, modalità didattiche, costi e riconoscibilità del titolo finale.

L’attuazione del percorso sta, per ora, sollevando diverse perplessità in merito ad efficacia e reale preparazione. Per tutti i dettagli su come intraprendere questo percorso, puoi consultare la nostra guida su Come Diventare Insegnante: da Docente Supplente a Docente di Ruolo.

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Cosa sono le Indicazioni Nazionali?

Le Indicazioni Nazionali rappresentano un insieme di linee guida emanate dal Ministero dell’Istruzione, che hanno l’obiettivo di orientare il sistema educativo nazionale. Questi documenti stabiliscono gli obiettivi di apprendimento e i traguardi che gli studenti devono raggiungere in diversi cicli scolastici. Esse forniscono una cornice di riferimento comune, utile a garantire un’offerta formativa uniforme su tutto il territorio italiano, pur permettendo la flessibilità necessaria per adattare l’insegnamento alle esigenze specifiche di ogni contesto scolastico.

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Come viene trattata la transizione dalla scuola dell’infanzia alla scuola primaria secondo le Indicazioni Nazionali?

Le Indicazioni Nazionali del primo ciclo stabiliscono le basi per una transizione fluida e coerente, considerando questo passaggio come un’evoluzione nel percorso di crescita del bambino. Gli insegnanti sono incaricati di preparare i bambini a questo importante passo, assicurando che siano pronti a intraprendere nuove sfide con fiducia. L’orizzonte di riferimento è anche il curricolo d’istituto che deve essere verticale, ricorsivo e inclusivo.

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Secondo le Indicazioni Nazionali quali competenze e conoscenze sono promosse nella scuola del primo ciclo?

Secondo l’impianto delle Indicazioni Nazionali del primo ciclo, nella scuola primaria, l’accento è posto sull’acquisizione di conoscenze e abilità fondamentali per lo sviluppo di competenze culturali essenziali. Nella scuola secondaria di primo grado, l’attenzione si sposta sull’approfondimento delle discipline specifiche e sullo sviluppo di competenze trasversali e specifiche, includendo anche l’alfabetizzazione informatica e lo studio di lingue straniere.

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Qual è il ruolo dell’educazione alla cittadinanza secondo le Indicazioni Nazionali?

Secondo le Indicazioni Nazionali del primo ciclo, l’educazione alla cittadinanza è centrale nel curricolo e mira a incoraggiare la comprensione e il rispetto dei principi democratici, dei diritti umani e delle responsabilità civiche. Attraverso lo studio della Costituzione e delle dinamiche sociali, si promuove la partecipazione attiva e la coesione sociale.

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Quali sono i principi guida per l’educazione nella scuola dell’infanzia secondo le Indicazioni Nazionali?

Per la scuola dell’infanzia, le Indicazioni Nazionali del primo ciclo pongono enfasi sulla promozione dell’identità, dell’autonomia, delle competenze e della cittadinanza dei bambini, sostenendoli nell’affermazione della propria identità e nell’esplorazione di ruoli e relazioni diversificate. L’ambiente di apprendimento dovrebbe equilibrare cura, relazione e apprendimento, valorizzando l’esperienza vissuta dagli alunni.

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In che modo le Indicazioni Nazionali influenzano il curricolo scolastico?

Le Indicazioni Nazionali del primo ciclo sono l’orizzonte entro il quale ciascuna istituzione scolastica progetta il proprio curricolo. In esso dovrebbe trovare espressione la trasversalità disciplinare, che mira a offrire esperienze didattiche ed educative che integrano diverse aree del sapere. Il curricolo è concepito per essere progressivo e verticale, adattandosi alle peculiarità delle diverse fasce d’età e ordini di scuola, dall’infanzia alla secondaria di primo grado e si focalizza sulla creazione di ambienti di apprendimento inclusivi e accessibili.

FAQ

01

Le Indicazioni Nazionali del primo ciclo sono l’orizzonte entro il quale ciascuna istituzione scolastica progetta il proprio curricolo. In esso dovrebbe trovare espressione la trasversalità disciplinare, che mira a offrire esperienze didattiche ed educative che integrano diverse aree del sapere. Il curricolo è concepito per essere progressivo e verticale, adattandosi alle peculiarità delle diverse fasce d’età e ordini di scuola, dall’infanzia alla secondaria di primo grado e si focalizza sulla creazione di ambienti di apprendimento inclusivi e accessibili.

02

Le Indicazioni Nazionali per il primo ciclo di istruzione rappresentano un documento fondamentale che guida la costruzione e l’evoluzione del curricolo scolastico, ponendo l’accento sull’autonomia e la flessibilità delle istituzioni educative. Questo documento, introdotto inizialmente nel 2004 e successivamente aggiornato, mira a fornire un’istruzione moderna, inclusiva e in continuità con il territorio di appartenenza.

03

Gli obiettivi principali delle Indicazioni Nazionali del primo ciclo includono la promozione di un modello educativo che valorizza il benessere e il successo formativo dello studente, l’introduzione di un nuovo umanesimo educativo, la preparazione degli studenti al mondo del lavoro e l’apprendimento continuo lungo tutto l’arco della vita. Si enfatizza anche il ruolo della scuola nel facilitare percorsi personalizzati di apprendimento.

04

Le Indicazioni Nazionali del primo ciclo suggeriscono che l’apprendimento dovrebbe estendersi oltre i confini fisici della scuola, integrando esperienze di vita e sviluppando competenze chiave per l’apprendimento permanente. Le istituzioni scolastiche sono invitate a offrire opportunità educative che vanno oltre la trasmissione di conoscenze di base, promuovendo l’autonomia degli studenti e la loro capacità di autodeterminazione.

05

Le Indicazioni Nazionali hanno introdotto un approccio didattico bottom-up, sostituendo la tradizionale imposizione top-down dei programmi.

Le scuole ora giocano un ruolo di primo piano nella creazione dei curricoli, interpretando le Indicazioni Nazionali come una guida flessibile per sviluppare una progettazione didattica adeguata al contesto.

06

Nell’ambito delle Indicazioni Nazionali l’evoluzione digitale spinge verso una maggiore personalizzazione dell’apprendimento, valorizzando le inclinazioni e le esigenze individuali degli studenti attraverso percorsi formativi flessibili e adattivi.

Questo richiede un ripensamento della valutazione per riconoscere e certificare un’ampia gamma di competenze e conoscenze.

07

Il profilo di uscita dello studente al termine del ciclo d’istruzione è un punto di riferimento essenziale nel curricolo, stabilendo gli obiettivi di apprendimento per ciascuna disciplina e i traguardi di sviluppo delle competenze che devono essere raggiunti e certificati al termine del percorso scolastico e/o formativo.

08

La sfida maggiore consiste nel bilanciare l’integrazione della tecnologia con la promozione di un’educazione umanistica che valorizzi le competenze sociali, etiche e civiche, mantenendo un approccio olistico all’educazione.

09

La valutazione gioca un ruolo chiave nel percorso educativo, essendo uno strumento di trasparenza e condivisione dei criteri e dei risultati di apprendimento. Diventa un mezzo formativo per gli studenti, aiutandoli a identificare i propri punti di forza e debolezza e a utilizzare queste informazioni per migliorarsi.

10

Per il primo ciclo di istruzione, le Indicazioni Nazionali si basano sul DM 254 del 2012, mentre per la scuola secondaria di secondo grado si riferiscono al Regolamento per gli istituti professionali (DPR n. 87/2010), agli istituti tecnici (DPR n. 88/2010), e alle Indicazioni Nazionali Licei (DPR n. 89/2010).

11

Il curricolo d’istituto rappresenta un elemento cardine dell’autonomia scolastica, essendo il risultato di un processo di sperimentazione e ricerca volto a definire l’identità e la missione educativa di un’istituzione. Per garantire coerenza e qualità nell’educazione, esso viene elaborato in conformità con le Indicazioni Nazionali per il curricolo, che forniscono un quadro di riferimento nazionale sul quale le scuole possono innestare la propria specificità e innovazione pedagogica.

È parte integrante del PTOF di ogni scuola, delineando obiettivi, progetti, metodologie e ogni aspetto che caratterizza l’offerta formativa. Le Indicazioni Nazionali per il curricolo funzionano quindi come un punto di partenza essenziale per le istituzioni scolastiche che mirano a personalizzare la loro offerta formativa in base alle esigenze e alle caratteristiche della propria comunità studentesca, senza perdere di vista gli standard educativi e formativi condivisi a livello nazionale.

12

Le Indicazioni Nazionali e le Linee Guida offrono una bussola per orientare sia la fase collegiale di definizione e costruzione del curricolo sia la pratica didattica quotidiana, fungendo da supporto nella progettazione di un insegnamento che sia conforme agli standard nazionali e sensibile alle specificità del contesto e degli studenti coinvolti.

13

La didattica per competenze si focalizza sullo sviluppo di abilità trasversali attraverso un apprendimento contestualizzato e interdisciplinare, promuovendo metodi didattici innovativi e una valutazione formativa che privilegia il processo e il progresso dello studente.

14

Il curricolo si configura come un elemento centrale dell’innovazione didattica, trasformandosi in un progetto dinamico che le scuole adattano in base alle proprie peculiarità e alle esigenze della comunità scolastica, promuovendo l’acquisizione di competenze trasversali fondamentali.

15

Le Indicazioni Nazionali offrono un riferimento essenziale per le scuole nella formulazione del Piano dell’Offerta Formativa (POF), consentendo a ogni istituto di definire la propria identità e visione pedagogica attraverso la creazione di curricoli verticali e disciplinari.

16

Il DPR n. 275/1999 ha segnato un momento di svolta per il sistema scolastico in Italia, stabilendo le fondamenta per una riforma didattica incentrata sull’autonomia scolastica.

Questa normativa ha innescato un processo di decentramento, spostando il focus dalla conformità ai programmi ministeriali verso una maggiore libertà nella definizione dei curricoli da parte delle singole istituzioni, favorendo un approccio più flessibile ed adattivo all’insegnamento.

17

La programmazione per competenze mira a sviluppare abilità pratiche e conoscenze applicabili attraverso metodologie didattiche innovative, superando l’approccio tradizionale basato su verifiche e interrogazioni e orientando gli studenti verso un apprendimento continuo e significativo.

18

Le Indicazioni Nazionali stabiliscono obiettivi specifici per lo sviluppo delle competenze, promuovendo un approccio didattico orientato all’apprendimento basato sulle competenze e alla risoluzione di problemi reali, per preparare gli studenti a un mondo in rapida evoluzione.

19

Le Indicazioni Nazionali fungono da punto di riferimento per le scuole che, seguendo queste linee guida, elaborano il Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF). Questo piano è fondamentale per definire l’identità culturale e progettuale di ciascuna istituzione educativa, garantendo flessibilità e autonomia nella progettazione curriculare.

20

Il DPR 275/1999 stabilisce l’autonomia delle istituzioni scolastiche in Italia, delineando un quadro normativo che pone le basi per le Indicazioni Nazionali. Queste ultime fungono da riferimento per le scuole nell’elaborazione del Piano dell’Offerta Formativa (POF), enfatizzando l’importanza dell’educazione e della formazione per lo sviluppo umano e il successo formativo.

21

È richiesto un dominio sicuro dei contenuti dei sistemi simbolico-culturali, le conoscenze pedagogico-didattiche, psicopedagogiche, competenze sociali e la familiarità con alcuni documenti ministeriali fondamentali, indicati nell’allegato A dei rispettivi regolamenti del concorso docenti.

22

I candidati hanno a disposizione 100 minuti per completare la prova scritta del concorso docenti che consiste in 50 domande risposta multipla.

23

Ogni risposta corretta vale 1 punto, mentre le risposte errate o non date valgono 0 punti. È necessario raggiungere almeno 70 punti su 100 per superare la prova del Concorso Docenti.

24

Non sono previsti quesiti specifici sulla normativa, ma è indispensabile conoscere una serie di documenti ministeriali che contengono riferimenti pedagogici e didattici importanti.

25

I temi riguardano l’area pedagogica, psico-pedagogica, metodologico didattica, della lingua inglese e dell’utilizzo delle tecnologie della informazione e della comunicazione (ICT) nell’attività didattica.

Includono i fondamenti di psicologia dello sviluppo, la didattica individualizzata e personalizzata, l’inclusione scolastica, l’autonomia scolastica e i principi dell’autovalutazione di istituto.

Le prove non prevedono quesiti specifici sulla legislazione scolastica ma l’allegato A dei rispettivi regolamenti del concorso docenti prevede la conoscenza di alcuni documenti imprescindibili.

26

Sì, l’Allegato A dei rispettivi regolamenti del concorso docenti dettaglia le specificità per ordine di scuola: il D.M. 206 per la scuola dell’infanzia e primaria; il D.M 205 per la scuola secondaria.

27

È consigliato approfondire le aree tematiche previste dall’allegato A del D.M. 205 per la scuola secondaria e del D.M. 206 per la scuola d’infanzia e primaria.

È fondamentale familiarizzare con il formato computerizzato della prova esercitandosi con prove di simulazione sui contenuti richiesti.

28

La chiave sta nell’approfondire le conoscenze nelle aree di competenza richieste: pedagogiche, psico-padagogiche, metodologiche didattiche, sulla lingua inglese e sull’utilizzo delle tecnologie della informazione e della comunicazione (ICT) nell’attività didattica.

Organizzare uno studio metodico e esercitarsi con test di simulazione della prova per abituarsi al format computerizzato della selezione.

29

La prova scritta del concorso docenti è composta da quesiti a risposta multipla su aree di competenza specifiche: pedagogica (10 domande), psicopedagogica (15 domande), metodologico didattica (15 domande), livello almeno B2 della lingua inglese (5 quesiti), competenze digitali e uso delle tecnologie della informazione e della comunicazione (ICT) nell’attività didattica (5 quesiti).

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normativa

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DM n. 254 del 2012 Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione

Il documento DM n. 254 del 2012 riguarda le Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione in Italia. Esso fornisce una guida dettagliata sui contenuti educativi, gli obiettivi di apprendimento e i traguardi di competenza che gli studenti dovrebbero sviluppare durante la loro formazione.

Copre vari aspetti dell’educazione, inclusa l’importanza dell’integrazione tra diverse discipline, la promozione di un apprendimento attivo e partecipativo e l’attenzione verso lo sviluppo integrale dell’individuo.

Il documento sottolinea la centralità della persona nell’educazione, l’importanza di una cittadinanza consapevole e di un nuovo umanesimo che valorizzi la complessità del sapere e le relazioni tra diverse aree di conoscenza.

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DPR n. 89 del 2009

Il DPR n. 89 del 20 marzo 2009 è un regolamento che stabilisce l’assetto organizzativo e didattico della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione in Italia.

In attuazione di disposizioni legislative precedenti, introduce misure di riorganizzazione e qualificazione per migliorare le opportunità di apprendimento e di crescita educativa, in linea con le Indicazioni Nazionali per il curricolo e con la previsione di un monitoraggio delle attività scolastiche.

Riguarda nello specifico la scuola dell’infanzia, la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado. Comprende le disposizioni per l’insegnamento di “Cittadinanza e Costituzione”.

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DPR n.87 del 2010

Il DPR n.87 del 2010 esamina le linee guida per il passaggio al nuovo ordinamento degli istituti professionali in Italia.

Esso mira a riformare l’istruzione professionale per renderla più coerente con le esigenze del mondo del lavoro e dell’innovazione, attraverso azioni come il rafforzamento dell’identità degli istituti professionali, l’innovazione organizzativa, la motivazione degli studenti e la realizzazione di alleanze formative con il territorio.

Le linee guida enfatizzano l’importanza dell’autonomia e della flessibilità per adeguare il curricolo alle richieste locali e agli sviluppi tecnologici, promuovendo approcci pedagogici che favoriscono l’apprendimento attivo e l’integrazione con il mondo del lavoro.

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DPR n.88 del 2010

Il DPR n. 88 del 2010 fornisce linee guida dettagliate per il passaggio al nuovo ordinamento degli istituti tecnici, in risposta alla normativa definita dal DPR n.88 del 15 marzo 2010.

Include indicazioni per rendere riconoscibile l’identità degli istituti tecnici, innovare l’organizzazione scolastica, motivare gli studenti, realizzare alleanze formative sul territorio e progettare e valutare per competenze.

Il documento evidenzia la continuità con il mondo del lavoro, l’aggiornamento didattico e la valorizzazione delle competenze degli studenti per rispondere efficacemente alle esigenze contemporanee di formazione.

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DPR n.89 del 2010

Il DPR n. 89 del 2010 regolamenta la revisione dell’assetto ordinamentale, organizzativo e didattico dei licei in Italia. Esso stabilisce le basi per una riforma comprensiva dei licei, mirata a razionalizzare l’utilizzo delle risorse e aumentare l’efficienza del sistema scolastico.

Dettaglia l’organizzazione dei percorsi liceali, gli obiettivi formativi, la durata degli studi e le modalità di valutazione. Prevede inoltre specifiche disposizioni per l’aggiornamento e la valutazione della programmazione in risposta alle esigenze emergenti del mondo educativo, universitario e lavorativo.

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Libro bianco su Istruzione e Formazione

Il “Libro Bianco su istruzione e formazione” esplora le strategie dell’Unione Europea per promuovere l’istruzione e la formazione in risposta alla disoccupazione, alla globalizzazione e alla rivoluzione tecnologica. Propone azioni per migliorare l’accesso all’istruzione, alla formazione professionale, alla mobilità degli studenti e sottolinea l’importanza dell’apprendimento permanente. Il documento enfatizza la necessità di investire nell’istruzione e nella formazione come mezzi per aumentare la competitività, l’occupazione e la coesione sociale in Europa, promuovendo l’acquisizione di nuove competenze e la lotta contro l’esclusione sociale.

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Decreto Ministeriale n. 139 del 2007

Il “DM n.139 2007” stabilisce le norme per l’adempimento dell’obbligo di istruzione in Italia, estendendo l’istruzione obbligatoria a 10 anni. È finalizzato al conseguimento di un titolo di studio secondario superiore o di una qualifica professionale entro il 18° anno di età. Include disposizioni sui contenuti curriculari, sull’acquisizione di saperi e competenze e sull’integrazione di percorsi di formazione professionale.

Prevede inoltre supporto per studenti diversamente abili e modalità di certificazione dell’assolvimento dell’obbligo di istruzione.

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D.M. 205/2023

Il DM 205/2023 è il regolamento relativo al concorso docenti nell’ambito del PNNR. Il decreto dettaglia il nuovo sistema di reclutamento per docenti di scuola secondaria, mirando a sanare il problema del precariato.

Questo decreto è parte integrante degli interventi finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), prevedendo selezioni tramite concorsi basati su prove d’esame e valutazione dei titoli, con l’obiettivo di assicurare l’inserimento di docenti qualificati nel sistema scolastico italiano. Questa misura si propone di rispondere alle esigenze di aggiornamento e qualità nell’insegnamento.

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D.M. 206/2023

Il DM 206/2023 è il regolamento che stabilisce criteri specifici per concorsi nella scuola d’infanzia e primaria ed è parte della riforma del PNRR.

Il decreto prevede prove specifiche per valutare conoscenze e competenze pedagogiche, psico-pedagogiche, metodologico didattiche e cerca di assicurare un reclutamento rispondente alle necessità formative contemporanee, provando a trovare soluzione al problema del precariato.

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Normativa

01

Il DM 206/2023 è il regolamento che stabilisce criteri specifici per concorsi nella scuola d’infanzia e primaria ed è parte della riforma del PNRR.

Il decreto prevede prove specifiche per valutare conoscenze e competenze pedagogiche, psico-pedagogiche, metodologico didattiche e cerca di assicurare un reclutamento rispondente alle necessità formative contemporanee, provando a trovare soluzione al problema del precariato.

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02

L’Allegato A del DM 205 del 26 ottobre 2023 delinea dettagliatamente i programmi concorsuali per la scuola secondaria di primo e secondo grado, coprendo aspetti cruciali come il dominio dei contenuti disciplinari, la psicologia dell’apprendimento, la didattica individualizzata, le competenze digitali, l’autovalutazione istituzionale, la legislazione scolastica e l’inclusione degli studenti con bisogni educativi speciali.

Offre una guida completa ai candidati che si preparano al concorso, enfatizzando la necessità di un approccio educativo inclusivo e aggiornato, integrato da solide competenze digitali e metodologiche.

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03

Il documento “Allegato A del DM 206 del 26 ottobre 2023” presenta in dettaglio i programmi concorsuali per la scuola dell’infanzia e per la scuola primaria, inclusi i posti di sostegno. Offre una guida esaustiva delle conoscenze e competenze culturali e professionali richieste ai candidati, coprendo aree come la padronanza dei contenuti disciplinari, la psicologia dell’apprendimento, l’educazione inclusiva, l’uso didattico delle tecnologie, e la legislazione scolastica.

È un documento fondamentale per docenti e aspiranti insegnanti che mirano a prepararsi efficacemente per il concorso.

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04

Il DPCM del 4 agosto 2023 regolamenta la formazione iniziale ed il reclutamento.

Esso stabilisce il percorso universitario e accademico per ottenere l’abilitazione all’insegnamento nelle scuole secondarie di primo e secondo grado. Il decreto definisce i contenuti e la strutturazione dell’offerta formativa, i requisiti per i centri formativi, le modalità organizzative e i criteri per la valutazione finale.

Questo si inserisce nel contesto del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, mirando a rivedere il sistema di reclutamento e di formazione dei docenti, con l’intento di risolvere il problema del precariato in Italia.

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