Concorso Docenti: strategie e consigli per prepararsi al meglio

Preparati efficacemente al concorso per docenti studiando i contenuti previsti dal bando, utilizzando un metodo come il PQ4R, distinguendo tra conoscenze e competenze, allenandoti sui quesiti, pianificando lo studio quotidiano e collegando teoria ed esperienza didattica. Trasforma l'ansia in energia organizzata.

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La preparazione a un concorso per docenti rappresenta un momento cruciale nella carriera di ogni insegnante, caratterizzato spesso da preoccupazioni, aspettative e il timore di non essere adeguatamente preparati. Affrontare la prova scritta del concorso richiede non solo lo studio dei contenuti, ma anche la consapevolezza delle modalità di selezione, la padronanza di un metodo di studio efficace e la capacità di trasformare le proprie conoscenze in competenze realmente spendibili. In questo articolo approfondiremo gli aspetti fondamentali per strutturare una preparazione solida ed efficace, analizzando la differenza tra competenze e conoscenze, esplorando metodologie di studio comprovate come il metodo PQ4R e fornendo indicazioni chiare sui contenuti previsti dal bando di concorso. L’obiettivo è trasformare l’adrenalina naturale in energia positiva, evitando che si trasformi in ansia paralizzante.

Gli Elementi Fondamentali per una Preparazione Efficace

Per affrontare al meglio la preparazione alla selezione del concorso docenti, è indispensabile sviluppare consapevolezza su alcuni elementi chiave che costituiscono il fondamento di una strategia di studio vincente.

Primo elemento: avere piena consapevolezza della modalità di selezione prevista dal bando. Comprendere come sarà strutturata la prova, quali tipologie di domande verranno poste e con quale formato è essenziale per orientare lo studio in modo mirato.

Secondo elemento: acquisire una visione chiara e completa dell’elenco dei contenuti previsti dal bando di concorso. Questo permette di mappare gli argomenti da studiare e di organizzare un piano di preparazione realistico.

Terzo elemento: allenarsi costantemente ad affrontare la modalità di selezione attraverso esercizi sulle tipologie di domande previste. La familiarità con il formato dei quesiti riduce l’ansia e migliora le performance.

Quarto elemento: comprendere che il concorso mira a verificare le competenze e le conoscenze possedute dal candidato. Questa distinzione non è meramente teorica, ma rappresenta la chiave interpretativa dell’intera prova.

Competenze e Conoscenze: Una Distinzione Fondamentale

Cosa si Intende per Competenza

La competenza rappresenta l’elaborazione circostanziata e la valutazione critica di quanto acquisito attraverso lo studio e l’esperienza. Non si tratta semplicemente di sapere, ma di saper riflettere, pensare criticamente e discutere in modo articolato. La competenza può essere intesa come la capacità di applicare le conoscenze teoriche a situazioni problematiche concrete, trovando soluzioni efficaci e appropriate.

Il possesso delle competenze si rileva attraverso sollecitazioni mirate alla soluzione di situazioni problematiche chiaramente definite, che mettono alla prova la capacità del candidato di muoversi tra opportunità e limiti, di valutare alternative e di prendere decisioni informate.

Cosa si Intende per Conoscenza

La conoscenza, invece, consiste nell’acquisizione di contenuti specifici: principi, teorie, concetti, termini e l’insieme delle nozioni teoriche afferenti a una o più aree disciplinari. È il patrimonio informativo che ogni docente deve possedere per svolgere efficacemente il proprio ruolo.

La conoscenza si rileva e si accerta attraverso quesiti mirati, sia orali che scritti, che verificano il grado di padronanza dei contenuti disciplinari e normativi richiesti dal bando.

Autovalutazione: Identificare Punti di Forza e Debolezza

La consapevolezza di queste due dimensioni fornisce un orizzonte chiaro entro cui pianificare la preparazione. Partendo da un’autoanalisi delle conoscenze già possedute e delle esperienze professionali già maturate nella scuola, è possibile ricavare un quadro realistico dei propri punti di forza e delle aree che necessitano di maggiore approfondimento.

Suggerimento pratico: Per ogni argomento del bando, poniti queste domande chiave: “Quali aspetti conosco già relativamente a questo tema? Quali nuove informazioni potrei incontrare approfondendo lo studio? Come posso collegare questo contenuto alla mia esperienza didattica?”

Organizzare lo Studio: Strategie e Metodologie Efficaci

Analizzare i Contenuti del Bando

Il primo passo concreto consiste nell’analizzare sistematicamente l’elenco dei contenuti previsti dal bando di concorso. Questo elenco costituisce la mappa degli argomenti sui quali saranno formulate le domande d’esame. Per ciascun argomento, è opportuno adottare un approccio riflessivo e critico.

Durante lo studio, è fondamentale chiedersi costantemente se le tematiche e le teorie approfondite trovino un riscontro applicativo nell’esperienza scolastica già vissuta. Questo approccio favorisce non solo la comprensione e l’interiorizzazione dei contenuti, ma rende lo studio più coinvolgente e significativo.

Pianificazione Temporale e Costanza

Un aspetto determinante è la pianificazione di un tempo quotidiano dedicato allo studio in vista delle prove. La costanza e la regolarità sono alleate preziose in un percorso di preparazione che può estendersi per settimane o mesi. Stabilire una routine di studio aiuta a mantenere alta la concentrazione e a progredire in modo sistematico attraverso i contenuti del programma.

Il Metodo PQ4R: Un Approccio Strutturato allo Studio

Tra le numerose metodologie di studio proposte dalla letteratura scientifica, il metodo PQ4R rappresenta uno degli approcci più efficaci e consolidati. Ideato negli anni ’70 dagli studiosi statunitensi Thomas e Robinson, questo programma prevede sei fasi sequenziali che guidano il processo di apprendimento.

Preview (Anteprima): Si deve scorrere il testo per individuare le informazioni principali, comprendere come è strutturato ed esaminare figure e grafici presenti. Questa fase permette di creare una mappa mentale del contenuto.

Questions (Domande): È necessario porsi domande sul significato centrale del testo prima di procedere con la lettura approfondita. Questo stimola un apprendimento attivo e orientato agli obiettivi.

Read (Lettura): Si deve leggere attentamente il materiale cercando di darsi risposte alle domande formulate nella fase precedente. La lettura diventa così un processo di ricerca e scoperta.

Reflect (Riflessione): Bisogna riflettere su quanto letto, cercare esempi tratti da esperienze dirette nella scuola e mettere in relazione le nuove informazioni con quelle già possedute. Questa fase è cruciale per trasformare la conoscenza in competenza.

Recite (Ripetizione): Si cerca di ripetere le informazioni apprese senza guardare il testo, consolidando così la memorizzazione e verificando l’effettiva comprensione.

Review (Revisione): Si passa in rassegna tutto il materiale studiato cercando di ricordare i principali argomenti e si effettua una revisione finale che consolida l’apprendimento.

Comprendere la Struttura dei Quesiti: Logica e Strategia

Come Sono Costruiti i Quesiti a Risposta Multipla

Capire come è costruito un quesito può fare la differenza nell’affrontare le prove e nel prepararsi efficacemente. I quesiti a risposta multipla seguono una logica precisa di costruzione.

Innanzitutto, si identifica il concetto o la conoscenza che si intende verificare. Successivamente, questo concetto viene scomposto negli aspetti strutturali che lo caratterizzano. A ciascun aspetto viene attribuito un peso rispetto al valore complessivo del concetto. Per ogni peso individuato si formula una domanda specifica e si propone una scelta di risposte. Infine, a ogni risposta corretta viene attribuito un punteggio proporzionale al peso dell’aspetto verificato.

Strategie per Affrontare i Quesiti

Quando ci si trova di fronte ai quesiti, è fondamentale porsi alcune domande strategiche:

  • Come saranno costruiti i quesiti sulle specifiche competenze da valutare?
  • Quali sono le conoscenze fondative della mia disciplina che potrebbero essere oggetto di verifica?
  • Su quali aspetti cruciali verte la domanda?

Nel caso di quesiti a risposta multipla, è importante applicare la logica di insieme: una risposta è sicuramente sbagliata, una è sicuramente corretta, mentre due sono devianti e contengono elementi di disturbo pensati per confondere chi non ha una padronanza solida dell’argomento.

Attenzione particolare deve essere prestata all’uso linguistico della negazione (“non”, “mai”, “nessuno”) e alle informazioni implicite presenti nei quesiti. La capacità di produrre inferenze corrette durante la lettura delle domande è una competenza fondamentale per il successo nella prova.

I Contenuti da Studiare: Panoramica Completa

Programmi per la Scuola dell’Infanzia e Primaria

Le prove per la scuola dell’infanzia e primaria verificano il sicuro dominio dei contenuti dei sistemi simbolico-culturali, con riferimento ai campi di esperienza e alle discipline di insegnamento, come individuati dalle Indicazioni Nazionali per il Curricolo. L’obiettivo è accertare la capacità di realizzare un’efficace mediazione metodologico-didattica, una sicura progettazione curricolare e interdisciplinare e di adottare strumenti appropriati per l’osservazione, la documentazione, la verifica e la valutazione degli alunni.

Programmi per la Scuola Secondaria

Le prove per la scuola secondaria verificano il sicuro dominio dei contenuti delle discipline di insegnamento e dei loro fondamenti epistemologici, come definiti dalle Indicazioni Nazionali e dalle Linee Guida vigenti. Anche in questo caso, l’accento è posto sulla capacità di mediazione didattica, progettazione curricolare e utilizzo di strumenti di valutazione efficaci.

Psicologia e Pedagogia

Un’area fondamentale della preparazione riguarda la conoscenza e la padronanza dei fondamenti della psicologia dello sviluppo tipico e atipico, della psicologia dell’apprendimento scolastico e della psicologia dell’educazione. Ai candidati è richiesta la conoscenza delle principali teorie sullo sviluppo in età evolutiva, con particolare attenzione all’età preadolescenziale e adolescenziale.

Tra le teorie da conoscere, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, figurano:

  • Comportamentismo
  • Cognitivismo
  • Strutturalismo
  • Costruttivismo e socio-costruttivismo
  • Psicologia della forma (Gestalt)
  • Teorie della personalità
  • Teoria dell’apprendimento sociale

La conoscenza di queste teorie deve essere finalizzata a una scelta e un impiego consapevoli in ambito didattico.

Didattica Inclusiva e Personalizzazione

Le prove verificano la conoscenza dei modi e degli strumenti idonei all’attuazione di una didattica individualizzata e personalizzata, coerente con i bisogni formativi dei singoli alunni e studenti. Particolare attenzione è rivolta all’inclusione scolastica, all’orientamento e alla valorizzazione dei talenti.

È fondamentale conoscere e padroneggiare l’epistemologia delle discipline di insegnamento, ovvero i fondamenti teorici e metodologici che caratterizzano ciascuna area del sapere.

Sistema di Valutazione e Autovalutazione

Le prove verificano la conoscenza dei principi dell’autovalutazione di istituto, con particolare riguardo all’area del miglioramento del sistema scolastico. Questa competenza è essenziale per comprendere i meccanismi attraverso cui le scuole monitorano e migliorano la qualità della propria offerta formativa.

Legislazione e Normativa Scolastica: I Documenti di Riferimento

Il concorso prevede la verifica della conoscenza della legislazione e della normativa scolastica. 

Va sottolineato che non vi sono quesiti volti alla verifica delle competenze in materia di legislazione scolastica, ma la verifica delle conoscenze e competenze oggetto delle prove, scritta e orale, trovano riscontro in fondamentali documenti legislativi da padroneggiare.

Vediamo nel dettaglio quali siano i documenti fondamentali da studiare:

  1. Costituzione della Repubblica Italiana – con particolare attenzione agli articoli che riguardano l’istruzione e l’educazione
  2. Legge 107 del 13 luglio 2015 – nota come “La Buona Scuola”, che ha introdotto importanti innovazioni nel sistema scolastico italiano
  3. DPR numero 275 dell’8 marzo 1999 – che disciplina l’autonomia scolastica
  4. Ordinamenti didattici del primo e del secondo ciclo di istruzione – per comprendere la struttura del sistema scolastico e formativo
  5. Decreto legislativo numero 297 del 1994 noto come Testo Unico delle norme sulla scuola, ultima raccolta sistematica della normativa scolastica 
  6. Stato giuridico del docente – per conoscere diritti, doveri e responsabilità della professione
  7. Compiti e finalità di INVALSI e INDIRE – enti fondamentali per la valutazione e la ricerca in ambito educativo
  8. DPR numero 80 del 28 marzo 2013 – che ha istituito il Sistema Nazionale di Valutazione
  9. Normativa generale per l’inclusione – degli alunni con disabilità, con Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA) e con altri Bisogni Educativi Speciali (BES)

Approfondimento: Lo studio della normativa non deve limitarsi alla mera memorizzazione degli articoli, ma deve essere orientato alla comprensione delle implicazioni pratiche che ciascuna norma ha sull’organizzazione scolastica e sulla didattica quotidiana.

Strategie Avanzate di Preparazione

Organizzare le Idee: Domande Guida

Prima di dedicarsi allo studio intensivo o al ripasso, è indispensabile organizzare le idee in modo sistematico. 

Per ogni argomento fondamentale, è utile porsi alcune domande strategiche:

  • Quali potrebbero essere le domande cruciali su questo tema?
  • Ho costruito una o più mappe mentali degli argomenti fondamentali?
  • Ho studiato memorizzando meccanicamente o ho davvero compreso i concetti?
  • Ho affrontato lo studio con la consapevolezza di ciò che so, con vera padronanza della materia?

Dalla Memorizzazione alla Padronanza

La differenza tra studiare a memoria e studiare con padronanza è sostanziale. La memorizzazione meccanica può essere sufficiente per ricordare definizioni e date, ma la padronanza implica la capacità di manipolare i concetti, di applicarli a situazioni nuove, di collegarli tra loro in modo significativo.

La padronanza si costruisce attraverso la riflessione continua, il collegamento tra teoria e pratica, l’analisi critica delle esperienze professionali alla luce delle teorie studiate.

L’Importanza dell’Esperienza Pregressa

Chi ha già svolto attività di insegnamento o ha frequentato corsi di formazione e aggiornamento possiede un patrimonio di esperienze che può e deve essere valorizzato nella preparazione al concorso. Queste esperienze rappresentano il terreno fertile su cui innestare le nuove conoscenze teoriche, creando connessioni significative che facilitano sia la comprensione che il richiamo mnemonico.

Gestire l’Ansia e Trasformarla in Risorsa

Una giusta dose di adrenalina mantiene attiva la mente ed è funzionale alla performance. Il problema nasce quando l’adrenalina si trasforma in ansia paralizzante. Per evitare che questo accada, è fondamentale sviluppare consapevolezza degli elementi su cui si può esercitare controllo: la pianificazione dello studio, la gestione dei tempi di preparazione, la riflessione approfondita dei contenuti.

La sensazione di avere il controllo sul processo di preparazione riduce significativamente l’ansia e aumenta la fiducia nelle proprie capacità. Ogni piccolo obiettivo raggiunto nel percorso di studio rappresenta un tassello che contribuisce a costruire questa fiducia.

La preparazione al concorso docenti richiede un approccio metodico, consapevole e strategico. Non si tratta semplicemente di accumulare nozioni, ma di costruire un sistema integrato di conoscenze e competenze che rispecchi le reali esigenze della professione docente. Il successo nella prova scritta dipende dalla capacità di pianificare lo studio in modo realistico, di utilizzare metodologie efficaci come il PQ4R, di comprendere la logica con cui sono costruiti i quesiti e di padroneggiare i contenuti disciplinari, pedagogici e normativi richiesti.

La distinzione tra competenze e conoscenze non è un dettaglio tecnico, ma rappresenta la chiave per orientare correttamente la preparazione. Ricordate che il concorso non mira solo a verificare ciò che sapete, ma soprattutto ciò che sapete fare con quello che sapete. La capacità di riflettere criticamente, di applicare le teorie a situazioni concrete, di risolvere problemi didattici complessi è ciò che fa la differenza tra un candidato preparato e uno eccellente.

Con la giusta pianificazione, un metodo di studio efficace e la valorizzazione dell’esperienza pregressa, è possibile trasformare la sfida del concorso in un’opportunità di crescita professionale e personale.

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Per il concorso docenti Piaget viene valutato sulla coerenza tra il riferimento teorico e la progettazione didattica proposta. Non basta conoscere la sequenza degli stadi: bisogna padroneggiare i meccanismi (assimilazione, accomodamento, conflitto cognitivo) e saper giustificare le scelte metodologiche in base allo stadio degli alunni a cui ci si riferisce.

Approfondimento: Piaget al concorso docenti: cosa studiare?

La prova scritta del concorso docenti include domande sull’area pedagogica e psicopedagogica. Ecco i pedagogisti che devi assolutamente conoscere, con le loro idee chiave. Non si tratta, tuttavia, di un elenco esaustivo della storia della pedagogia.

I classici imprescindibili

  • Maria Montessori: “Aiutami a fare da solo”. Ambiente preparato, materiali strutturati, autonomia del bambino, periodi sensitivi.
  • John Dewey: “Learning by doing”. La scuola deve essere vita. Apprendimento attraverso l’esperienza.
  • Jean Piaget: Stadi dello sviluppo cognitivo. Il bambino costruisce attivamente la conoscenza, non è un adulto in miniatura.
  • Lev Vygotskij: Zona di sviluppo prossimale, scaffolding, mediazione culturale. L’apprendimento è processo sociale.

Gli autori contemporanei

  • Jerome Bruner: Curricolo a spirale, apprendimento per scoperta, strutture della disciplina, scaffolding.
  • Howard Gardner: Intelligenze multiple (linguistica, logico-matematica, spaziale, musicale, corporea, interpersonale, intrapersonale, naturalistica).
  • Don Lorenzo Milani: “I care” (mi importa). Scuola di Barbiana, educazione democratica e inclusiva, “Lettera a una professoressa”.
  • Paulo Freire: Pedagogia degli oppressi, educazione liberatrice, dialogo educativo.
  • Benjamin Bloom: Tassonomia degli obiettivi educativi (conoscere, comprendere, applicare, analizzare, valutare, creare).
  • Carol Dweck: Mindset di crescita vs mindset fisso. Il potere del “non ancora”.

Non basta conoscerli a memoria: devi saperli applicare. Quando progetti un’attività inclusiva, stai applicando Vygotskij e Don Milani. Quando valuti competenze diverse, applichi Gardner.

Approfondisci le competenze pedagogiche per il concorso.

La preparazione al concorso scuola richiede un approccio metodico e completo che copra tutte le aree di valutazione previste dal bando. Le prove concorsuali valutano competenze disciplinari specifiche, metodologie didattiche, conoscenze psico-pedagogiche e normative del settore scolastico.

Gli argomenti di studio fondamentali includono: conoscenze disciplinari approfondite per la propria classe di concorso, metodologie e tecnologie didattiche innovative, legislazione e normativa scolastica (autonomia scolastica, organi collegiali, valutazione, inclusione), elementi di psicologia dello sviluppo e dell’apprendimento, competenze digitali e linguistiche (almeno livello B2 inglese).

La strategia di preparazione più efficace prevede: analisi dettagliata del bando per comprendere esattamente cosa viene richiesto, pianificazione temporale dello studio distribuendo le materie nei mesi disponibili, utilizzo di manuali specializzati per concorsi integrati con normativa aggiornata, svolgimento sistematico di simulazioni delle prove scritte con cronometro.

È particolarmente importante esercitarsi nella stesura di unità didattiche, poiché spesso richieste nelle prove pratiche. Le competenze digitali vanno sviluppate con pratica diretta su piattaforme e strumenti didattici digitali. La preparazione della prova orale richiede simulazioni di lezioni frontali e capacità di esposizione chiara e coinvolgente.

Molti candidati trovano utile partecipare a corsi di preparazione strutturati o gruppi di studio collaborativi per confrontarsi e mantenere alta la motivazione durante i lunghi mesi di preparazione.

Per comprendere l’intero percorso verso la stabilizzazione, dal concorso all’immissione in ruolo, è essenziale avere una visione strategica completa del proprio sviluppo professionale nell’insegnamento.

La riforma del reclutamento docenti ha introdotto un nuovo percorso abilitante basato sull’acquisizione di 60 Crediti Formativi Universitari (CFU/CFA). Questo sistema sostituisce il precedente requisito dei 24 CFU e intenderebbe fornire una preparazione più completa e professionalizzante agli aspiranti insegnanti della scuola secondaria di primo e secondo grado.

Il percorso dei 60 CFU è strutturato per integrare competenze teoriche e pratiche e include:

  • Discipline di base in ambito psico-pedagogico, metodologico e didattico.
  • Un periodo di tirocinio diretto nelle scuole di almeno 20 CFU, per sperimentare concretamente la professione.
  • Laboratori di didattica disciplinare specifici per la propria classe di concorso.

Una volta completato il percorso formativo, l’aspirante docente deve superare una prova finale abilitante. L’ottenimento di questa abilitazione è il requisito indispensabile per poter partecipare ai concorsi pubblici e aspirare al ruolo.

Questa riforma mira a creare un canale di accesso all’insegnamento più strutturato, garantendo che i futuri docenti arrivino in cattedra con un solido bagaglio di competenze non solo disciplinari, ma anche pedagogiche e pratiche. 

I percorsi sono erogati dalle università statali e da quelle telematiche riconosciute, previo accreditamento ministeriale. 

È importante considerare che esistono percorsi differenziati: 60 CFU per chi non ha mai insegnato, 30 CFU per chi ha già tre anni di servizio e percorsi specifici per determinate categorie. La scelta dell’università deve considerare accreditamenti, modalità didattiche, costi e riconoscibilità del titolo finale.

L’attuazione del percorso sta, per ora, sollevando diverse perplessità in merito ad efficacia e reale preparazione. Per tutti i dettagli su come intraprendere questo percorso, puoi consultare la nostra guida su Come Diventare Insegnante: da Docente Supplente a Docente di Ruolo.

È richiesto un dominio sicuro dei contenuti dei sistemi simbolico-culturali, le conoscenze pedagogico-didattiche, psicopedagogiche, competenze sociali e la familiarità con alcuni documenti ministeriali fondamentali, indicati nell’allegato A dei rispettivi regolamenti del concorso docenti.

I candidati hanno a disposizione 100 minuti per completare la prova scritta del concorso docenti che consiste in 50 domande risposta multipla.

Ogni risposta corretta vale 1 punto, mentre le risposte errate o non date valgono 0 punti. È necessario raggiungere almeno 70 punti su 100 per superare la prova del Concorso Docenti.

Non sono previsti quesiti specifici sulla normativa, ma è indispensabile conoscere una serie di documenti ministeriali che contengono riferimenti pedagogici e didattici importanti.

I temi riguardano l’area pedagogica, psico-pedagogica, metodologico didattica, della lingua inglese e dell’utilizzo delle tecnologie della informazione e della comunicazione (ICT) nell’attività didattica.

Includono i fondamenti di psicologia dello sviluppo, la didattica individualizzata e personalizzata, l’inclusione scolastica, l’autonomia scolastica e i principi dell’autovalutazione di istituto.

Le prove non prevedono quesiti specifici sulla legislazione scolastica ma l’allegato A dei rispettivi regolamenti del concorso docenti prevede la conoscenza di alcuni documenti imprescindibili.

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