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Cosa succede se non presento le 150 preferenze GPS?

Se non presenti la domanda delle 150 preferenze, resti in graduatoria ma rinunci alle supplenze annuali e fino al 30 giugno assegnate da GPS e GAE. Quando le GPS si esauriscono per mancanza di candidati, perdi l'accesso anche alle correlate graduatorie di istituto per tutto l'anno scolastico: è una rinuncia implicita che pesa su ogni possibilità di incarico.

Cosa succede se non presento le 150 preferenze GPS?

La domanda delle 150 preferenze non è un automatismo dell’iscrizione alle GPS: è un atto che devi compiere attivamente entro i termini fissati dall’amministrazione Per il 2026 dal 16 al 29 Luglio).
Non presentarla non ti cancella dalle graduatorie, ma ti taglia fuori dalla parte più importante della procedura.

Nel dettaglio, perdi le supplenze di tipologia A (annuali, fino al 31 agosto) e di tipologia B (fino al 30 giugno) assegnate tramite la procedura informatizzata. C’è di più: quando le GPS di una classe di concorso risultano esaurite per carenza di candidati e l’amministrazione attinge alle correlate graduatorie di istituto, chi non ha presentato l’istanza resta escluso anche da queste, per tutte le graduatorie a cui avrebbe avuto titolo e per l’intero anno scolastico.

Un esempio concreto: sei iscritto in GPS ma pensi di non avere abbastanza punteggio per una nomina, così decidi di non presentare la domanda. Se quella graduatoria si svuota e la scuola dovrebbe pescare dalla graduatoria di istituto, tu non comparirai. Avresti potuto lavorare, ma la rinuncia implicita ti ha escluso.

La regola operativa è semplice: presenta sempre l’istanza, a prescindere dalla posizione in graduatoria e dalle aspettative di nomina.

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Il primo concetto da fissare: puoi esprimere fino a 150 preferenze, non 150 scuole. Una preferenza sintetica su un comune vale 1, anche se quel comune contiene venti istituti. Questo significa che con le preferenze sintetiche (comune, distretto, provincia,) copri molte più scuole risparmiando “slot”.

La preferenza puntuale ti dà il massimo controllo: indichi esattamente la scuola che vuoi, utile per gli istituti vicino casa o dove hai già lavorato.

La preferenza sintetica ti dà ampiezza: entri nella lista di tutte le scuole di un comune o distretto, anche di sedi che non conosci.

La strategia che funziona, soprattutto con il nuovo meccanismo di ripescaggio, è mescolare le due tipologie:

  1. In testa, le sedi che desideri davvero, come preferenze puntuali e nell’ordine reale di gradimento.
  2. A seguire, comuni e distretti come preferenze sintetiche, per ampliare la copertura geografica.
  3. In coda, eventualmente l’intera provincia, per non restare scoperto nei turni successivi.

L’ordine non è un dettaglio: è vincolante e determina quale sede ti viene proposta per prima.
Una raccomandazione importante: non inserire sedi dove non saresti realmente disposto a lavorare, perché un’eventuale nomina non accettata ti rende rinunciatario per quella sede.

Nell’istanza delle 150 preferenze puoi indicare la durata di supplenza che preferisci: fino al 31 agosto (tipologia A, annuale) oppure fino al 30 giugno (tipologia B). La domanda che molti si pongono è se convenga selezionarne una sola o entrambe.

La risposta operativa è chiara: dichiarare la disponibilità a entrambe allarga il bacino di cattedre a cui puoi essere abbinato. Se indichi solo il 31 agosto, escludi automaticamente tutti i posti disponibili fino al 30 giugno e viceversa. Ogni esclusione riduce le tue occasioni di nomina, sia al primo turno sia nelle fasi di ripescaggio.

Un esempio: nella tua provincia, in una certa classe di concorso, ci sono pochi posti annuali ma diversi posti fino al 30 giugno. Se hai indicato solo il 31 agosto, il sistema ti salta su tutti quei posti, anche se saresti stato disponibile a lavorare.

Quando ha senso, invece, limitarsi? Solo se hai un vincolo reale, per esempio un altro impegno certo a partire da luglio. In quel caso scegliere solo il 30 giugno può essere coerente. In tutti gli altri casi, apri a entrambe le durate.

Molti docenti escludono gli spezzoni temendo cattedre frammentate e scomode. È una scelta che spesso riduce le possibilità di lavorare. Uno spezzone è una cattedra con un monte ore settimanale inferiore alle 18 ore della cattedra intera. Sono abbastanza diffusi, quindi rinunciarvi a priori ti taglia fuori da una fetta importante di disponibilità.

Quando dichiari la disponibilità agli spezzoni, indichi anche come intendi completare l’orario: solo con la stessa classe di concorso, oppure anche con classi di concorso diverse, nella stessa scuola o in altre scuole. Più ampia è la disponibilità al completamento, più cattedre il sistema può abbinarti.

C’è una novità dell’ordinanza ministeriale n. 27 del 2026 che dovrebbe ridurre il numero degli spezzoni: le aggregazioni territoriali di ore. Gli spezzoni che da soli non formano un posto intero vengono accorpati dagli uffici scolastici territoriali, con gli stessi criteri delle cattedre orario esterne, per costruire posti più consistenti.

Un consiglio di equilibrio: valuta la sostenibilità reale degli spostamenti, perché un completamento su due scuole distanti può diventare pesante nel quotidiano.

Gli interpelli sono l’ultima risorsa per coprire una cattedra. Scattano quando una scuola ha esaurito le proprie graduatorie di istituto e anche quelle delle scuole vicine della provincia. A quel punto il dirigente pubblica un avviso sul sito dell’istituto per reclutare docenti, inviandone copia all’ufficio scolastico territoriale.

Chi può rispondere? In ordine di priorità, i docenti abilitati o specializzati per il sostegno e, in subordine, chi possiede il solo titolo di studio.
Un punto utile da sapere: anche se sei iscritto in GPS ma non hai ancora un contratto, puoi candidarti agli interpelli.

Chi non può partecipare? Tre categorie precise:

  1. Chi è già titolare di un contratto a tempo determinato.
  2. Chi è già stato individuato come destinatario di una supplenza ma non ha ancora firmato il contratto.
  3. Chi è già stato confermato su posto di sostegno tramite la procedura di continuità.

L’avviso indica data di inizio e durata, titoli richiesti, modalità di candidatura, termini di risposta e di presa di servizio (di norma entro 24 ore dall’accettazione) e il richiamo alle sanzioni. Tieni d’occhio i siti delle scuole e dell’ufficio scolastico provinciale, perché i tempi sono rapidi.

Fino al biennio precedente, se al momento della nomina da GPS non c’era disponibilità nelle sedi che avevi scelto, la procedura si chiudeva lì: le cattedre che si liberavano dopo, per la rinuncia di un collega o per altri motivi, passavano direttamente alle fasi successive.
L’ordinanza ministeriale n. 27 del 16 febbraio 2026 cambia questo passaggio (articolo 12, comma 10): tutte le disponibilità che emergono dopo ogni fase di assegnazione diventano oggetto di nuovi turni di attribuzione GPS, riservati a chi è utilmente collocato in graduatoria ma non ha ancora ricevuto un incarico.

Cosa significa per te, in pratica? Immagina di non aver ottenuto nulla al primo turno. Con le vecchie regole eri fuori dalla procedura GPS. Oggi no: se in un turno successivo si libera un posto che figura tra le tue 150 preferenze, puoi essere ripescato e nominato direttamente da GPS.

Attenzione però al punto critico: il ripescaggio funziona solo sulle sedi che hai già indicato nell’istanza. Una scuola non inserita resta esclusa da tutti i turni successivi, non solo dal primo. È questo il motivo per cui conviene ampliare l’elenco delle sedi in modo coerente con la tua reale disponibilità.

Capire le tipologie di contratto ti aiuta a compilare l’istanza con consapevolezza, perché solo due delle tre passano dalla procedura delle 150 preferenze.

La tipologia A è l’incarico più stabile tra le supplenze a tempo determinato: copre cattedre o posti vacanti che resteranno tali per tutto l’anno e termina il 31 agosto dell’anno successivo. Spesso è anche la più ambita, perché garantisce continuità.

La tipologia B riguarda posti disponibili ma non definitivamente vacanti. Termina il 30 giugno, quindi non comprende il periodo estivo.

Sia la A sia la B vengono assegnate con la procedura informatizzata: prima si scorrono le GAE, poi le GPS e, se anche queste sono esaurite, le graduatorie di istituto.

La terza tipologia è diversa: comprende le supplenze brevi e saltuarie (una sostituzione per malattia, una maternità breve) e non passa dalle 150 preferenze. Viene gestita direttamente dalle scuole tramite le graduatorie di istituto, quindi le scelte espresse nell’istanza GPS non la influenzano.

In sintesi: l’istanza delle 150 preferenze incide su A e B, non supplenze brevi e saltuarie.

La mini call veloce riguarda esclusivamente i posti di sostegno rimasti scoperti dopo le fasi del reclutamento estivo. Vi accedono i docenti iscritti in prima fascia GPS sostegno o negli elenchi aggiuntivi: non esiste una procedura equivalente per il posto comune.

Approfondimento: Mini call veloce: riguarda solo il sostegno o anche il posto comune?

Se il 14 agosto la pubblicazione dei posti residui non riporta disponibilità per la propria regione o grado, non ha senso presentare comunque domanda: la mini call veloce si attiva solo dove restano cattedre scoperte. Conviene verificare già ora quali regioni hanno storicamente più disponibilità per il proprio grado di specializzazione.

Approfondimento: Nessun posto residuo mini call veloce: cosa fare il 14 agosto

Se dopo aver inviato la domanda per la mini call veloce non si riceve il PDF di conferma via email, conviene verificare subito la cartella spam, controllare che l'indirizzo email nel profilo sia corretto e, in caso di dubbio, rientrare nella procedura per controllare se l'istanza risulta effettivamente acquisita.

Approfondimento: Non arriva il PDF di conferma della mini call veloce: cosa fare

Chi ottiene la nomina dalla mini call veloce e non si presenta il 1° settembre viene sanzionato, non si tratta di una semplice assenza: comporta l'esclusione da tutte le supplenze per l'intero anno scolasito. La regola pratica: non accettare un incarico che non si è sicuri di poter avviare davvero.

Approfondimento: Non prendo servizio dopo la mini call veloce: cosa rischio

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