Programma Concorso Scuola Infanzia e Primaria

L'Allegato A del concorso per infanzia e primaria definisce le competenze richieste ai docenti: pedagogiche, psicologiche, normative, digitali e inclusive. Costruisce il profilo di un insegnante capace di progettare didattica efficace, promuovere l'inclusione e collaborare con famiglie e colleghi, secondo una visione educativa integrata.

concorso scuola partecipanti

Affrontare il concorso per docenti della scuola dell’infanzia e primaria richiede una preparazione vasta e approfondita, che va ben oltre la semplice conoscenza delle singole discipline. 

L’Allegato A del bando ministeriale, che definisce i programmi concorsuali, delinea il profilo di un professionista riflessivo e versatile, capace di navigare la complessità del mondo contemporaneo. 

Questo articolo si propone come una guida ragionata per decifrare tale programma, trasformando l’elenco di requisiti in una mappa concettuale per uno studio strategico ed efficace. Analizzeremo le macro-aree di competenza richieste, dalla parte generale fino alle specificità di ogni ordine di scuola e del sostegno, per comprendere la visione di docente che il Ministero ricerca.

I Pilastri del Sapere Docente: La Parte Generale (A.1)

La parte generale del programma concorsuale è il fondamento su cui si costruisce la professionalità di ogni insegnante, indipendentemente dal grado di scuola o dalla tipologia di posto. Essa non è un semplice elenco di nozioni, ma un insieme integrato di saperi che definiscono le competenze culturali e professionali essenziali. Possiamo raggruppare questi requisiti in quattro aree strategiche.

1. Area Pedagogico-Didattica e Metodologica

Il cuore della professione docente risiede nella capacità di “mediazione metodologico-didattica”. Questo significa non solo possedere un “sicuro dominio dei contenuti” disciplinari e dei loro fondamenti epistemologici, ma soprattutto saperli trasporre in percorsi di apprendimento efficaci. Il candidato deve dimostrare di saper progettare il curricolo in modo interdisciplinare, creare strumenti di osservazione e valutazione degli alunni e implementare strategie per il miglioramento continuo. È richiesta, inoltre, la conoscenza di metodi per una didattica individualizzata e personalizzata, con un’attenzione speciale all’inclusione, all’orientamento e alla valorizzazione dei talenti.

2. Area Psicologica e Relazionale

Un buon insegnante è anche un fine conoscitore delle dinamiche evolutive. Il programma richiede una solida conoscenza dei “fondamenti della psicologia dello sviluppo tipico e atipico”, della psicologia dell’apprendimento e dell’educazione. Ciò include la comprensione delle principali teorie, come il comportamentismo, il cognitivismo, il costruttivismo e la psicologia della Gestalt. Questa base teorica è finalizzata a un obiettivo pratico: attivare una “positiva relazione educativa” con gli alunni e collaborare efficacemente con colleghi e famiglie.

3. Area Normativa e Legislativa

La scuola è un’istituzione complessa, regolata da un articolato quadro normativo. La conoscenza della legislazione scolastica è un requisito imprescindibile. I candidati devono padroneggiare i principi sanciti dalla Costituzione Italiana, in particolare gli articoli relativi all’istruzione. Altri pilastri normativi includono:

  • La Legge 107/2015 (“La Buona Scuola”).
  • Le norme sull’autonomia scolastica (D.P.R. 275/1999).
  • Gli ordinamenti del sistema integrato zero-sei anni (D.lgs. 65/2017) e del primo ciclo (D.P.R. 89/2009).
  • Le Indicazioni Nazionali per il curricolo (D.M. 254/2012 e “Nuovi scenari” 2018).
  • La normativa su valutazione (D.lgs. 62/2017) e inclusione degli alunni con disabilità (Legge 104/1992, D.lgs. 66/2017), con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (Legge 170/2010) e con altri Bisogni Educativi Speciali.

A ciò si aggiunge la conoscenza della governance delle istituzioni scolastiche (come definita nel Testo Unico) e dello stato giuridico del docente, che comprende il contratto di lavoro e la disciplina del periodo di formazione e di prova.

4. Area Digitale, Valutativa e Internazionale

Il docente moderno opera in un contesto globale e digitale. Sono richieste “competenze digitali inerenti all’uso didattico delle tecnologie” per potenziare l’apprendimento. È inoltre fondamentale conoscere il Sistema Nazionale di Valutazione (SNV), con i ruoli di INVALSI e INDIRE e strumenti come il Rapporto di Autovalutazione (RAV). Infine, il programma richiede familiarità con i principali documenti europei in materia educativa, come l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile e le Raccomandazioni del Consiglio dell’UE sulle competenze chiave per l’apprendimento permanente.

Il Mondo della Scuola dell’Infanzia (A.2): Creare Contesti di Crescita

Per la scuola dell’infanzia, il programma si focalizza sulla specificità dei bambini dai 3 ai 6 anni. Il candidato deve dimostrare di saper promuovere lo sviluppo dell’identità, dell’autonomia e della competenza dei più piccoli. Le competenze richieste sono orientate alla creazione di un ambiente educativo ricco e stimolante.

Il Profilo del Docente dell’Infanzia
Il candidato deve saper costruire un ambiente “accogliente, sicuro, ben organizzato, capace di suscitare la fiducia dei genitori e della comunità” e adottare uno stile educativo basato su “ascolto, accompagnamento, interazione partecipata, mediazione comunicativa”.

Le conoscenze specifiche includono:

  • Il sistema integrato 0-6: Comprendere la continuità educativa dalla nascita ai sei anni, come delineato dal D.lgs. 65/2017.
  • Il curricolo: Conoscere a fondo le “Linee pedagogiche per il sistema integrato zerosei” (D.M. 334/2021) e le Indicazioni Nazionali, con particolare riferimento ai campi di esperienza.
  • La progettazione: Saper organizzare spazi, tempi, materiali e routine in una coerente “regia pedagogica”.
  • La professionalità: Essere orientati al lavoro collaborativo, alla formazione continua e alla costruzione di una solida relazione con le famiglie e il territorio.

La Sfida della Scuola Primaria (A.3): Costruire Saperi e Competenze

Prima di delineare le competenze operative, il programma richiede al candidato una solida base di conoscenze contestuali. È fondamentale conoscere la pedagogia e la storia della scuola primaria in Italia per comprenderne l’evoluzione, così come la condizione dell’infanzia e della preadolescenza nella società contemporanea. Questo include la comprensione delle dinamiche della società interculturale e dei rischi e delle potenzialità della società digitale. Su queste basi, il candidato deve dimostrare di saper:

  • Predisporre ambienti di apprendimento idonei a promuovere esperienze significative, l’esplorazione, la scoperta e l’apprendimento collaborativo.
  • Progettare percorsi didattici, anche in forma laboratoriale, che permettano a ogni alunno di sviluppare le proprie inclinazioni e di costruire un proprio progetto di vita.
  • Promuovere le competenze sociali e di cittadinanza attraverso esperienze concrete di cura di sé, degli altri e dell’ambiente.
  • Attuare interventi per l’inclusione di ciascun alunno, attraverso percorsi personalizzati e l’uso di specifiche strategie didattiche e tecnologiche.

La conoscenza critica delle Indicazioni Nazionali per il primo ciclo è la bussola che deve orientare tutta la progettazione didattica, dalla didattica delle singole discipline alla valutazione formativa dei traguardi di competenza.

Il Docente di Sostegno (A.4): Un Professionista dell’Inclusione

La sezione dedicata al sostegno delinea una figura professionale altamente specializzata, il cui compito è favorire un sistema inclusivo in cui ogni alunno è protagonista del proprio apprendimento. Oltre a tutte le competenze della parte generale, il candidato deve padroneggiare quattro ambiti specifici.

1. Ambito Normativo: Conoscere i Diritti

È richiesta una conoscenza approfondita del sistema normativo sull’inclusione, a partire dagli articoli 3 e 34 della Costituzione. I riferimenti chiave includono la Legge 104/1992, il D.lgs. 66/2017, la Legge 170/2010 sui DSA e le direttive sui Bisogni Educativi Speciali (BES), nonché la Convenzione ONU sui Diritti delle persone con disabilità.

2. Ambito Psicopedagogico e Didattico: Saper Agire

Il candidato deve possedere solide basi di pedagogia e didattica speciale. Questo si traduce nella capacità di:

  • Progettare e realizzare percorsi di individualizzazione e personalizzazione.
  • Utilizzare strumenti di osservazione e valutazione degli apprendimenti.
  • Promuovere comportamenti di prosocialità e gestire le dinamiche di gruppo.
  • Utilizzare strumenti compensativi e misure dispensative.

3. La Prospettiva Bio-Psico-Sociale: Oltre la Diagnosi

Un punto centrale è la conoscenza e l’applicazione del modello ICF (Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute) dell’OMS. Il docente di sostegno deve saper osservare e valutare il funzionamento dell’alunno in una logica bio-psico-sociale e cooperare alla redazione del Profilo di Funzionamento e del Piano Educativo Individualizzato (PEI).

4. Ambito Organizzativo e della Governance: Lavorare in Rete

L’inclusione è un processo che coinvolge tutta la comunità scolastica. Il docente di sostegno deve saper:

  • Promuovere una cultura inclusiva all’interno dell’istituto.
  • Partecipare attivamente alla stesura del Piano Annuale per l’Inclusione (PAI).
  • Lavorare in gruppo con gli altri docenti, le famiglie, gli operatori dei servizi sociali e sanitari.
  • Conoscere il ruolo e le funzioni dei Centri Territoriali di Supporto (CTS) e dei Gruppi per l’Inclusione Scolastica (GLI).

Manifesto di un’idea di scuola

Il programma concorsuale per la scuola dell’infanzia e primaria non è un mero elenco di argomenti da studiare, ma il manifesto di un’idea di scuola e di insegnante. Emerge la figura di un professionista preparato, empatico, competente sul piano normativo e metodologico, capace di progettare percorsi inclusivi e di lavorare in team. Prepararsi a questo concorso significa intraprendere un percorso di profonda crescita professionale, acquisendo gli strumenti per diventare i docenti di cui la scuola del futuro ha bisogno.

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Quali pedagogisti studiare per il concorso docenti?

La prova scritta del concorso docenti include domande sull’area pedagogica e psicopedagogica. Ecco i pedagogisti che devi assolutamente conoscere, con le loro idee chiave. Non si tratta, tuttavia, di un elenco esaustivo della storia della pedagogia.

I classici imprescindibili

  • Maria Montessori: “Aiutami a fare da solo”. Ambiente preparato, materiali strutturati, autonomia del bambino, periodi sensitivi.
  • John Dewey: “Learning by doing”. La scuola deve essere vita. Apprendimento attraverso l’esperienza.
  • Jean Piaget: Stadi dello sviluppo cognitivo. Il bambino costruisce attivamente la conoscenza, non è un adulto in miniatura.
  • Lev Vygotskij: Zona di sviluppo prossimale, scaffolding, mediazione culturale. L’apprendimento è processo sociale.

Gli autori contemporanei

  • Jerome Bruner: Curricolo a spirale, apprendimento per scoperta, strutture della disciplina, scaffolding.
  • Howard Gardner: Intelligenze multiple (linguistica, logico-matematica, spaziale, musicale, corporea, interpersonale, intrapersonale, naturalistica).
  • Don Lorenzo Milani: “I care” (mi importa). Scuola di Barbiana, educazione democratica e inclusiva, “Lettera a una professoressa”.
  • Paulo Freire: Pedagogia degli oppressi, educazione liberatrice, dialogo educativo.
  • Benjamin Bloom: Tassonomia degli obiettivi educativi (conoscere, comprendere, applicare, analizzare, valutare, creare).
  • Carol Dweck: Mindset di crescita vs mindset fisso. Il potere del “non ancora”.

Non basta conoscerli a memoria: devi saperli applicare. Quando progetti un’attività inclusiva, stai applicando Vygotskij e Don Milani. Quando valuti competenze diverse, applichi Gardner.

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Come prepararsi al concorso scuola (cosa studiare)?

La preparazione al concorso scuola richiede un approccio metodico e completo che copra tutte le aree di valutazione previste dal bando. Le prove concorsuali valutano competenze disciplinari specifiche, metodologie didattiche, conoscenze psico-pedagogiche e normative del settore scolastico.

Gli argomenti di studio fondamentali includono: conoscenze disciplinari approfondite per la propria classe di concorso, metodologie e tecnologie didattiche innovative, legislazione e normativa scolastica (autonomia scolastica, organi collegiali, valutazione, inclusione), elementi di psicologia dello sviluppo e dell’apprendimento, competenze digitali e linguistiche (almeno livello B2 inglese).

La strategia di preparazione più efficace prevede: analisi dettagliata del bando per comprendere esattamente cosa viene richiesto, pianificazione temporale dello studio distribuendo le materie nei mesi disponibili, utilizzo di manuali specializzati per concorsi integrati con normativa aggiornata, svolgimento sistematico di simulazioni delle prove scritte con cronometro.

È particolarmente importante esercitarsi nella stesura di unità didattiche, poiché spesso richieste nelle prove pratiche. Le competenze digitali vanno sviluppate con pratica diretta su piattaforme e strumenti didattici digitali. La preparazione della prova orale richiede simulazioni di lezioni frontali e capacità di esposizione chiara e coinvolgente.

Molti candidati trovano utile partecipare a corsi di preparazione strutturati o gruppi di studio collaborativi per confrontarsi e mantenere alta la motivazione durante i lunghi mesi di preparazione.

Per comprendere l’intero percorso verso la stabilizzazione, dal concorso all’immissione in ruolo, è essenziale avere una visione strategica completa del proprio sviluppo professionale nell’insegnamento.

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Cosa sono i 60 CFU e come cambia il percorso per diventare insegnante?

La riforma del reclutamento docenti ha introdotto un nuovo percorso abilitante basato sull’acquisizione di 60 Crediti Formativi Universitari (CFU/CFA). Questo sistema sostituisce il precedente requisito dei 24 CFU e intenderebbe fornire una preparazione più completa e professionalizzante agli aspiranti insegnanti della scuola secondaria di primo e secondo grado.

Il percorso dei 60 CFU è strutturato per integrare competenze teoriche e pratiche e include:

  • Discipline di base in ambito psico-pedagogico, metodologico e didattico.
  • Un periodo di tirocinio diretto nelle scuole di almeno 20 CFU, per sperimentare concretamente la professione.
  • Laboratori di didattica disciplinare specifici per la propria classe di concorso.

Una volta completato il percorso formativo, l’aspirante docente deve superare una prova finale abilitante. L’ottenimento di questa abilitazione è il requisito indispensabile per poter partecipare ai concorsi pubblici e aspirare al ruolo.

Questa riforma mira a creare un canale di accesso all’insegnamento più strutturato, garantendo che i futuri docenti arrivino in cattedra con un solido bagaglio di competenze non solo disciplinari, ma anche pedagogiche e pratiche. 

I percorsi sono erogati dalle università statali e da quelle telematiche riconosciute, previo accreditamento ministeriale. 

È importante considerare che esistono percorsi differenziati: 60 CFU per chi non ha mai insegnato, 30 CFU per chi ha già tre anni di servizio e percorsi specifici per determinate categorie. La scelta dell’università deve considerare accreditamenti, modalità didattiche, costi e riconoscibilità del titolo finale.

L’attuazione del percorso sta, per ora, sollevando diverse perplessità in merito ad efficacia e reale preparazione. Per tutti i dettagli su come intraprendere questo percorso, puoi consultare la nostra guida su Come Diventare Insegnante: da Docente Supplente a Docente di Ruolo.

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Che tipo di conoscenze sono richieste per superare la prova del concorso docenti?

È richiesto un dominio sicuro dei contenuti dei sistemi simbolico-culturali, le conoscenze pedagogico-didattiche, psicopedagogiche, competenze sociali e la familiarità con alcuni documenti ministeriali fondamentali, indicati nell’allegato A dei rispettivi regolamenti del concorso docenti.

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Quanto tempo è disponibile per completare la prova scritta?

I candidati hanno a disposizione 100 minuti per completare la prova scritta del concorso docenti che consiste in 50 domande risposta multipla.

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Come viene valutata la prova scritta del concorso docenti 2024?

Ogni risposta corretta vale 1 punto, mentre le risposte errate o non date valgono 0 punti. È necessario raggiungere almeno 70 punti su 100 per superare la prova del Concorso Docenti.

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È necessario conoscere la legislazione scolastica per il concorso?

Non sono previsti quesiti specifici sulla normativa, ma è indispensabile conoscere una serie di documenti ministeriali che contengono riferimenti pedagogici e didattici importanti.

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Quali sono i principali temi di studio per la prova del concorso docenti?

I temi riguardano l’area pedagogica, psico-pedagogica, metodologico didattica, della lingua inglese e dell’utilizzo delle tecnologie della informazione e della comunicazione (ICT) nell’attività didattica.

Includono i fondamenti di psicologia dello sviluppo, la didattica individualizzata e personalizzata, l’inclusione scolastica, l’autonomia scolastica e i principi dell’autovalutazione di istituto.

Le prove non prevedono quesiti specifici sulla legislazione scolastica ma l’allegato A dei rispettivi regolamenti del concorso docenti prevede la conoscenza di alcuni documenti imprescindibili.

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Ci sono differenze nei contenuti da studiare in base all’ordine di scuola?

Sì, l’Allegato A dei rispettivi regolamenti del concorso docenti dettaglia le specificità per ordine di scuola: il D.M. 206 per la scuola dell’infanzia e primaria; il D.M 205 per la scuola secondaria.

FAQ

01

Sì, l’Allegato A dei rispettivi regolamenti del concorso docenti dettaglia le specificità per ordine di scuola: il D.M. 206 per la scuola dell’infanzia e primaria; il D.M 205 per la scuola secondaria.

02

È consigliato approfondire le aree tematiche previste dall’allegato A del D.M. 205 per la scuola secondaria e del D.M. 206 per la scuola d’infanzia e primaria.

È fondamentale familiarizzare con il formato computerizzato della prova esercitandosi con prove di simulazione sui contenuti richiesti.

03

La chiave sta nell’approfondire le conoscenze nelle aree di competenza richieste: pedagogiche, psico-padagogiche, metodologiche didattiche, sulla lingua inglese e sull’utilizzo delle tecnologie della informazione e della comunicazione (ICT) nell’attività didattica.

Organizzare uno studio metodico e esercitarsi con test di simulazione della prova per abituarsi al format computerizzato della selezione.

04

La prova scritta del concorso docenti è composta da quesiti a risposta multipla su aree di competenza specifiche: pedagogica (10 domande), psicopedagogica (15 domande), metodologico didattica (15 domande), livello almeno B2 della lingua inglese (5 quesiti), competenze digitali e uso delle tecnologie della informazione e della comunicazione (ICT) nell’attività didattica (5 quesiti).

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D.M. 205/2023

Il DM 205/2023 è il regolamento relativo al concorso docenti nell’ambito del PNNR. Il decreto dettaglia il nuovo sistema di reclutamento per docenti di scuola secondaria, mirando a sanare il problema del precariato.

Questo decreto è parte integrante degli interventi finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), prevedendo selezioni tramite concorsi basati su prove d’esame e valutazione dei titoli, con l’obiettivo di assicurare l’inserimento di docenti qualificati nel sistema scolastico italiano. Questa misura si propone di rispondere alle esigenze di aggiornamento e qualità nell’insegnamento.

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D.M. 206/2023

Il DM 206/2023 è il regolamento che stabilisce criteri specifici per concorsi nella scuola d’infanzia e primaria ed è parte della riforma del PNRR.

Il decreto prevede prove specifiche per valutare conoscenze e competenze pedagogiche, psico-pedagogiche, metodologico didattiche e cerca di assicurare un reclutamento rispondente alle necessità formative contemporanee, provando a trovare soluzione al problema del precariato.

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Allegato A D.M. 205/2023

L’Allegato A del DM 205 del 26 ottobre 2023 delinea dettagliatamente i programmi concorsuali per la scuola secondaria di primo e secondo grado, coprendo aspetti cruciali come il dominio dei contenuti disciplinari, la psicologia dell’apprendimento, la didattica individualizzata, le competenze digitali, l’autovalutazione istituzionale, la legislazione scolastica e l’inclusione degli studenti con bisogni educativi speciali.

Offre una guida completa ai candidati che si preparano al concorso, enfatizzando la necessità di un approccio educativo inclusivo e aggiornato, integrato da solide competenze digitali e metodologiche.

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Allegato A D.M. 206/2023

Il documento “Allegato A del DM 206 del 26 ottobre 2023” presenta in dettaglio i programmi concorsuali per la scuola dell’infanzia e per la scuola primaria, inclusi i posti di sostegno. Offre una guida esaustiva delle conoscenze e competenze culturali e professionali richieste ai candidati, coprendo aree come la padronanza dei contenuti disciplinari, la psicologia dell’apprendimento, l’educazione inclusiva, l’uso didattico delle tecnologie, e la legislazione scolastica.

È un documento fondamentale per docenti e aspiranti insegnanti che mirano a prepararsi efficacemente per il concorso.

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DPCM del 4 agosto 2023

Il DPCM del 4 agosto 2023 regolamenta la formazione iniziale ed il reclutamento.

Esso stabilisce il percorso universitario e accademico per ottenere l’abilitazione all’insegnamento nelle scuole secondarie di primo e secondo grado. Il decreto definisce i contenuti e la strutturazione dell’offerta formativa, i requisiti per i centri formativi, le modalità organizzative e i criteri per la valutazione finale.

Questo si inserisce nel contesto del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, mirando a rivedere il sistema di reclutamento e di formazione dei docenti, con l’intento di risolvere il problema del precariato in Italia.

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