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Decreto legislativo n. 62 del 2017

Il Decreto Legislativo n. 62 del 2017 stabilisce norme sulla valutazione degli apprendimenti e sulla certificazione delle competenze.

Decreto legislativo n. 62 del 2017

Il Decreto Legislativo n. 62 del 2017 stabilisce norme sulla valutazione degli apprendimenti e sulla certificazione delle competenze nel primo ciclo di istruzione e sugli esami di Stato. Questo decreto mira a riformare la valutazione degli studenti, enfatizzando la valutazione formativa, coerente con l’offerta formativa delle scuole.

Inoltre, tratta la valutazione del comportamento e la partecipazione a rilevazioni nazionali e internazionali per valutare la qualità del sistema educativo. Include anche disposizioni per la valutazione degli studenti con cittadinanza non italiana.

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normativa

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Articolo 36 del CCNL comparto scuola 2019/21

L’articolo 36 del CCNL Scuola 2019-2021 si concentra sulla formazione del personale scolastico, definendola come diritto e dovere. Stabilisce l’obbligo dell’amministrazione di fornire risorse per la formazione in servizio, inclusi percorsi universitari per arricchire le competenze professionali.

Prevede che la formazione sia considerata servizio e demanda al collegio docenti la definizione di tutto ciò che riguarda i percorsi formativi da riconoscere: su cosa formarsi, come e le modalità di riconoscimento delle ore prestate.

Sottolinea l’importanza della formazione continua per lo sviluppo professionale e personale dei docenti.

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Carta dei diritti e dei doveri degli studenti in alternanza scuola-lavoro

La Carta dei diritti e dei doveri degli studenti in alternanza scuola-lavoro è un documento che stabilisce i diritti e doveri degli studenti coinvolti in percorsi di alternanza scuola-lavoro.

Definisce le responsabilità delle istituzioni scolastiche, degli enti ospitanti e degli studenti stessi. Include norme sulla durata dell’alternanza, la formazione sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e la certificazione delle competenze acquisite.

È orientata a garantire un’esperienza formativa sicura, coerente con gli studi e rispettosa dei diritti degli studenti.

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CCNL Comparto Scuola 2016/2018

Il CCNL Comparto Scuola 2016-2018 regola le condizioni di lavoro del personale scolastico in Italia. Include disposizioni su orario di lavoro, diritti e doveri, retribuzioni, progressioni di carriera e relazioni sindacali.

È volto a garantire un ambiente di lavoro equo e adeguato, promuovendo anche la formazione e lo sviluppo professionale.

Ha reintrodotto istituti contrattuali nuovi come il diritto alla disconnessione e lo strumento partecipativo del confronto.

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Decreto del Presidente della Repubblica n. 275 del 8 marzo 1999

Il Decreto del Presidente della Repubblica n. 275 del 8 marzo 1999 stabilisce le norme relative al riconoscimento dell’autonomia delle istituzioni scolastiche italiane.

Definisce i principi dell’autonomia didattica, organizzativa e di ricerca, sperimentazione e sviluppo. Demanda a ciascuna istituzione scolastica autonoma la definizione e l’approvazione del piano dell’offerta formativa e del curricolo di istituto.

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Decreto Legge n. 69 del 13 giugno 2023

Il Decreto Legge n. 69 del 2023 introduce misure urgenti per l’adeguamento della legislazione italiana agli obblighi derivanti dall’Unione Europea.

In particolare include disposizioni relative all’estensione della carta del docente per la formazione e l’aggiornamento al personale docente incaricato annuale.

Include disposizioni relative a diverse aree, come il settore bancario, fiscale, della salute e dell’ambiente. Mirando a evitare sanzioni e procedure di infrazione, il decreto si concentra sull’armonizzazione delle norme nazionali con gli atti normativi europei e le sentenze della Corte di Giustizia dell’Unione Europea.

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Decreto Legislativo n. 297 del 16 aprile 1994

Il Decreto Legislativo n. 297 del 16 aprile 1994, rappresenta il Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di istruzione per le scuole di ogni ordine e grado in Italia.

Esso racchiude e organizza norme relative a vari aspetti del sistema scolastico, dalla struttura e organizzazione delle scuole, ai diritti e doveri del personale docente e studenti, fino alla gestione amministrativa e finanziaria delle istituzioni educative. Questo testo unico è fondamentale per comprendere il quadro legislativo dell’istruzione in Italia.

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Decreto legislativo n. 61 del 2017

Il Decreto Legislativo n. 61 del 2017 riguarda la revisione dei percorsi dell’istruzione e formazione professionale. Esso mira a ridefinire gli indirizzi e a potenziare le attività didattiche laboratoriali all’interno di questi percorsi.

Il decreto enfatizza l’importanza della personalizzazione e l’integrazione tra scuola e mondo del lavoro. Prevede l’istituzione di scuole come laboratori di ricerca, sperimentazione e innovazione didattica e mira a formare gli studenti sulle competenze chiave, favorendo l’orientamento, in linea con le esigenze economiche del Paese.

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Decreto legislativo n. 63 del 2017

Il Decreto Legislativo n. 63 del 2017 si focalizza sull’effettiva realizzazione del diritto allo studio, delineando prestazioni relative ai servizi alla persona e migliorando la Carta dello Studente.

Include disposizioni sui servizi educativi e strumentali, dettagliando i requisiti per l’accesso a tali prestazioni e i principi per il potenziamento della Carta dello Studente.

Il decreto è parte di un quadro più ampio volto a garantire e facilitare l’accesso all’istruzione e ai servizi correlati per gli studenti.

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Decreto Legislativo n. 77 del 15 aprile 2005

Il Decreto Legislativo n. 77 del 15 aprile 2005 stabilisce le norme generali relative all’alternanza scuola-lavoro, come previsto dall’articolo 4 della legge 28 marzo 2003 n.53. Questo decreto disciplina l’alternanza scuola-lavoro nel secondo ciclo di istruzione, sia nei licei che nel sistema di istruzione e formazione professionale.

L’obiettivo è fornire ai giovani competenze spendibili nel mercato del lavoro, combinando periodi di studio e lavoro sotto la responsabilità delle istituzioni scolastiche o formative. Le disposizioni includono la progettazione, attuazione, verifica e valutazione dei percorsi di alternanza, nonché la collaborazione con imprese e enti per esperienze lavorative formative.

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DPCM del 4 agosto 2023

Il DPCM del 4 agosto 2023 regolamenta la formazione iniziale ed il reclutamento.

Esso stabilisce il percorso universitario e accademico per ottenere l’abilitazione all’insegnamento nelle scuole secondarie di primo e secondo grado. Il decreto definisce i contenuti e la strutturazione dell’offerta formativa, i requisiti per i centri formativi, le modalità organizzative e i criteri per la valutazione finale.

Questo si inserisce nel contesto del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, mirando a rivedere il sistema di reclutamento e di formazione dei docenti, con l’intento di risolvere il problema del precariato in Italia.

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faq correlate

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Come funziona l’alternanza scuola-lavoro secondo la Legge 107 del 2015?

L’alternanza scuola-lavoro, secondo la legge 107 del 2015, prevede che gli studenti partecipino a periodi di formazione presso aziende, enti pubblici e strutture del territorio, acquisendo competenze pratiche. La revisione attraverso il PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento) ha come finalità prioritaria l’orientamento.

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Cos’è il PTOF e quale ruolo ha nella Buona Scuola?

Il PTOF (Piano Triennale dell’Offerta Formativa) è un documento che ogni scuola deve redigere per pianificare e comunicare la propria offerta formativa, coerente con gli obiettivi nazionali e le esigenze locali. Dall’anno scolastico 2015/16, anno di entrata in vigore della Buona scuola, il POF diventa triennale.

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Cosa prevede l’alternanza scuola-lavoro nella Buona Scuola?

La Legge 107 del 2015 rende obbligatoria l’alternanza scuola-lavoro per gli istituti tecnici e professionali (400 ore) e per i licei (200 ore), estendendo la collaborazione con enti vari per arricchire l’esperienza degli studenti. La revisione dell’alternanza attraverso i Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento (PCTO) ha previsto un numero minimo di ore obbligatorie che sono 210 ore nei professionali, 150 ore nei tecnici e 90 ore nei licei.

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Quali sono gli obiettivi principali della Legge 107 del 2015?

Gli obiettivi principali della legge 107 del 2015 sono migliorare la qualità e l’equità dell’istruzione italiana, promuovere l’autonomia delle scuole, l’inclusione degli studenti con disabilità e introdurre nuovi modelli educativi.

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Quali sono le iniziative digitali incluse nella Legge 107 del 2015?

La legge 107 del 2015 introduce il Piano Nazionale per la Scuola Digitale, mirato a potenziare le competenze digitali degli studenti e integrare tecnologie innovative nell’insegnamento e negli aspetti organizzativi e amministrativi della scuola.

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Quali sono le novità sul reclutamento dei docenti introdotte dalla legge?

La Legge 107 del 2015 ha introdotto l’organico dell’autonomia, un piano straordinario di assunzioni e i Percorsi FIT per l’accesso ai ruoli dei docenti.

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Come valutare le competenze degli studenti (e non solo le conoscenze)?

Valutare le competenze è più complesso che valutare le conoscenze, ma è possibile con gli strumenti giusti.

La differenza fondamentale

Una verifica tradizionale chiede: “Qual è la formula dell’area del rettangolo?” (conoscenza). Una valutazione di competenza chiede: “Progetta il giardino ideale per la scuola, calcolando aree e costi e presenta la tua proposta al dirigente” (competenza).

Strumenti per valutare le competenze

  • Compiti autentici: Situazioni il più possibile vicine alla realtà. Non “risolvi 10 equazioni”, ma “calcola il prestito migliore per comprare un’auto, confrontando offerte reali di banche diverse”.
  • Prove di realtà: Problemi complessi, aperti, che richiedono di mobilitare conoscenze diverse. “Organizza una gita scolastica: pianifica itinerario, calcola budget, scrivi autorizzazioni, prevedi piano B in caso di maltempo”.
  • Rubriche valutative: Criteri espliciti e condivisi con gli studenti prima della prova. Esempio: Completezza (10 punti), Correttezza dei calcoli (20 punti), Creatività della soluzione (10 punti), Chiarezza comunicativa (10 punti).
  • Osservazione sistematica: Mentre gli studenti lavorano, osservi come affrontano il problema, come collaborano, come si organizzano. Usa griglie di osservazione strutturate.
  • Portfolio: Raccogli documentazione del percorso (bozze, correzioni, riflessioni), non solo il prodotto finale.
  • Autovalutazione: Chiedi agli studenti di riflettere: “Cosa hai imparato?”, “Cosa rifaresti diversamente?”. La metacognizione è parte della competenza.

Approfondisci i tipi di valutazione per il concorso docenti.

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Come comunicare efficacemente con i genitori degli studenti?

Una comunicazione efficace con le famiglie è fondamentale per il successo educativo degli studenti. La preparazione al colloquio è essenziale: raccogliere esempi concreti del lavoro dello studente, dati su progressi e difficoltà, preparare suggerimenti pratici per il supporto domestico. Iniziare sempre con aspetti positivi prima di affrontare le criticità.

Durante il colloquio, praticare l’ascolto attivo: lasciare spazio alle preoccupazioni dei genitori, riformulare per verificare la comprensione, evitare linguaggio tecnico eccessivo. Presentare osservazioni oggettive (“Marco ha consegnato 3 compiti su 10”) piuttosto che giudizi (“Marco è svogliato”). Mantenere il focus sullo studente e sul suo benessere, non sulle dinamiche familiari.

Per situazioni conflittuali, mantenere la calma professionale, documentare gli scambi, coinvolgere se necessario il coordinatore o il dirigente. Non cedere a provocazioni ma ribadire l’obiettivo comune: il successo dello studente. Stabilire confini chiari: disponibilità negli orari di ricevimento, non su WhatsApp personale.

Il registro elettronico è strumento di trasparenza: annotazioni tempestive e costruttive, voti accompagnati da commenti orientativi, comunicazioni chiare su scadenze e materiali. Le circolari importanti vanno segnalate e verificate nella ricezione.

Proporre strategie collaborative concrete: suggerimenti per il supporto nei compiti, risorse per approfondimenti, modalità di rinforzo domestico coerenti con il lavoro scolastico. Le competenze relazionali del docente includono la capacità di costruire un’alleanza educativa basata su fiducia reciproca e obiettivi condivisi.

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Come gestire studenti con BES e DSA in classe?

L’inclusione efficace di studenti con BES e DSA richiede un approccio personalizzato e sistematico. Il primo passo è l’elaborazione accurata del Piano Didattico Personalizzato (PDP) in collaborazione con famiglia, specialisti e consiglio di classe, identificando strategie specifiche per ogni studente.

Gli strumenti compensativi devono essere scelti in base alle necessità individuali: mappe concettuali per supportare la memoria, sintesi vocale per la dislessia, calcolatrice per la discalculia, software di videoscrittura con correttore per la disortografia. L’uso della tecnologia (tablet, app specifiche) può fare la differenza nell’autonomia dello studente.

Le misure dispensative includono la riduzione del carico di compiti, l’esonero dalla lettura ad alta voce se non richiesta, tempi aggiuntivi per le verifiche, la possibilità di recuperare oralmente verifiche scritte insufficienti. Importante è programmare le interrogazioni e suddividere i contenuti in unità gestibili.

La didattica in classe deve essere multisensoriale e strutturata: utilizzare organizzatori grafici, fornire anticipatori dell’argomento, spezzare le consegne complesse in passaggi chiari, utilizzare font ad alta leggibilità e impaginazione ariosa. Il cooperative learning e il tutoraggio tra pari favoriscono l’inclusione sociale oltre che didattica.

La comunicazione costante con la famiglia e gli specialisti permette di monitorare i progressi e adattare le strategie. Sviluppare queste competenze del docente specialistiche richiede formazione continua ma è essenziale per garantire il successo formativo di tutti gli studenti.

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Come valutare correttamente gli apprendimenti degli studenti?

Una valutazione efficace degli apprendimenti richiede un approccio sistematico e multidimensionale. La valutazione diagnostica iniziale identifica prerequisiti e livelli di partenza attraverso test d’ingresso e osservazioni sistematiche, permettendo di personalizzare il percorso didattico.

La valutazione formativa accompagna il processo di apprendimento con verifiche frequenti e diversificate: osservazioni in classe, compiti autentici, portfolio, peer assessment. Il feedback tempestivo e specifico è cruciale: non limitarsi al voto numerico ma fornire indicazioni concrete per il miglioramento. Utilizzare rubriche valutative condivise con gli studenti rende i criteri trasparenti e promuove l’autovalutazione.

La valutazione sommativa certifica i risultati raggiunti attraverso prove strutturate, semi-strutturate e non strutturate. Variare le tipologie rispetta i diversi stili cognitivi: test a risposta multipla per conoscenze fattuali, problemi aperti per competenze complesse, presentazioni orali per capacità espositive, progetti per competenze trasversali.

Per studenti con BES e DSA, applicare misure compensative e dispensative previste dai PDP: tempi aggiuntivi, uso di mappe, verifiche programmate, valutazione dei contenuti più che della forma. La valutazione deve sempre considerare il progresso individuale rispetto al punto di partenza.

Documentare il processo valutativo nel registro elettronico con annotazioni descrittive, non solo numeriche. Le moderne competenze del docente includono la capacità di utilizzare la valutazione come strumento di crescita, non di selezione, promuovendo una cultura dell’errore come opportunità di apprendimento.

FAQ

01

La Legge 107 del 2015 ha introdotto l’organico dell’autonomia, un piano straordinario di assunzioni e i Percorsi FIT per l’accesso ai ruoli dei docenti.

02

Il PTOF (Piano Triennale dell’Offerta Formativa) è un documento che ogni scuola deve redigere per pianificare e comunicare la propria offerta formativa, coerente con gli obiettivi nazionali e le esigenze locali. Dall’anno scolastico 2015/16, anno di entrata in vigore della Buona scuola, il POF diventa triennale.

03

La legge 107 del 2015 introduce il Piano Nazionale per la Scuola Digitale, mirato a potenziare le competenze digitali degli studenti e integrare tecnologie innovative nell’insegnamento e negli aspetti organizzativi e amministrativi della scuola.

04

La Legge 107 del 2015 rende obbligatoria l’alternanza scuola-lavoro per gli istituti tecnici e professionali (400 ore) e per i licei (200 ore), estendendo la collaborazione con enti vari per arricchire l’esperienza degli studenti. La revisione dell’alternanza attraverso i Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento (PCTO) ha previsto un numero minimo di ore obbligatorie che sono 210 ore nei professionali, 150 ore nei tecnici e 90 ore nei licei.

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